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Tomus primus.
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XXXII
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ANNOTAZIONI

po caldi , « perciò abitazione di cosiffatti animali, e che poi dopo una lunga senedi secoli divennero freddi, e come tali inabitabili più da questi animali asiatici, cheamano la temperatura calda , L' America è ricca ancora di grandi ossa fossili , chei moderni Naturalisti risguardano, come appartenenti a certi quadrupedi della spe-cie più grande, come sono l'elefante, il rinoceronte, il dromedario ec., ed intantoin omerica non vi abitano cosiffatti animali. Bisogna dunque confessare, che que-sti animali vi fossero stati trasportati dall' agitazione, e circonvoluzione delle acquediluviane ; ed è naturalissimo il giudicare di non esservi altro metto più energicodi quello del diluvio, per metter sossopra nel giro d'un'anno la superficie della ter.ra ; per accumulare in mille, e mille luoghi degli ammassi enormi di arena , di mar-na, di pietre rotolate da grandi distanze dall'impeto dalle sue correnti; per trasci-nare , e formare in istrati irregolarmente posti gii uni sugli altri de' grandi am-massi di conchiglie, e di altre sostante; per iscavare coll' impeto delle sue correntitutti questi abissi profondi in seno della tetra, e de'monti primitivi , in cui trovati-si a diverse profondità ammassi di conchiglie, e di tutto ciò, che appartiene ai re-gni organici; in somma che non v'è altro metto più semplice, e naturale di quellodel diluvio , che pose il mondo in rovina , per potersi aggiustatamente spiegare tut-to quel complesso di granii fenomeni , che si presentano allo sguardo dell' osservato-re di spirito fedele ad interpetraro il linguaggio de' fatti, senta aver l' ambizione disupplire al Loro silenzio.

E li è da credersi verisimilmente, che in quella generale riv turione, che po-se il mondo in rovina , la superfì ic della terra soffrisse de' gran cangiamenti, chegli antichi letti del mare iti molti luoghi restassero interamente secclu , e perl' opposto taluni continenti perpetuamente som-versi dal mare per essere stati sca-vati ad immense profondità dall' imveto delle straor inarie correnti all' eccesso ingros-sate : ma iton può sostenersi, che il mare si ritiri di temno in tempo dai suoi anti-chi lidi, come pensa il Sig. Buffon (Stor. i\at. Sup. alla Teoria della Terra T. JE 1pag : 47 ) Egli dice Gli sprofondamenti delle volte , che sostengono il fondo del ma-re de^giono essere più frequenti di quelli de' continenti terre! ri ; essi a parte di di-sordinare gli strati della terra producono uri altro effetto sensibile abbassando il li-vello del mare; la sua altezza dalla prima occupazione delle acque è già calata dadue mila tese, che ancora siarn lungi dall' appianamento di tutte le caverne sotto-marine, ed è piucchè probabile, che lo spazio di-' mari calando di più in più si re-stringerà nella superficie, per cui l' estensione de' continenti continuerà sempre a cre-scere per la ritirata delle acque,,. Noi su questo articolo abbiamo prove in contrariotroppo convincenti. Osservando tutte le spiagge deila nostra Isola veggiamo , che inuna lunga serie di due mila , e più anni le acque del mare non si sono per nien-te ritirate dalle antiche, spiagge ; i porti, che secondo la ipotesi del Sig Buffon do-vrebbero in questa momento esser secchi per la ritirata del mare, proseguono tuttoraa dar fondo a grossi vateelii di guerra, orane lo erano a tempi de' Greci, e de' Ro-mani; i monumenti d'antichità esistono in molti luoghi vicinissimi alle rispettivespiagge . Queste osservazioni dimostrano,che, dato anche eh* succedesse qualunque spro-fondamento nell' immensur/iLiie mare, non influisce per niente nella sua vasta esten-sione. Il patere di far retrocedere il mare a più centinaja, e migliaia di passi èstato accordato ai vulcani ardenti , cd il nostro Etna ce ne somministra molti esempi .

(2 $) (Pag. li 6. ) Le lave propriamente dette non sono vetrificazioni; quelle com-patte, che non sono per niente immutate da'fuochi sotterranei nel rappigliarsi , rias-sumono tutte le qualità, e proprietà particolari, che prima caratterizzavano il sas-so, che loro servì di base , come in altra nota accennai; quindi è che riesce diffici-lissimo il distinguerle dagli analoghi maturali, quando non si ricorre alle circostan-ze iota/i. A questo proposito il Sig Dolomieu sostiene relativamente ai sasso trup-pa, sasso corneo, e lo scorillo in massa (In Noi. a Berg. pag 78*) Che il fuoco ren-dendo fluide queste tre sorti di pietre omogenee non ha potuto imprimer loro

niun carattere, che possa farle riconoscere per prodotti volcanici.Quindi

si trovano allEtna , in alcune delle Isole di Lipari, ed in molli altri volcanidelle lave, che rassomigliano esattamente alle diverse varietà di porfido na-turale, che sarebbe impossibile il distinguerle, allorché sono private del carat-tere delle circostanze locali . L' Autore si accorse benissimo d*' segni di vulca-1. illazione , ma egli croie chela prima roccia sia incastrata nel banco di lava,e lase-