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Tomo I.
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L Ißor. delle Gemme, t adle Viet re di G'tac'wto Glrntna.

wioni dc' naturali Filofop, intorno /e_,tose Hella Natura sono tante , e cos i di-verse , cbe lafcicnga tutta rendono mt-lagevolc , cd ofeura : c noni maravi-glia , fe piena di favole , e di memogne,auch e celebrate dagli Serit tori , fi veg-ga . Piii difficile di ogni altrailadat-trina delle Gemme , e delle Pietre ; e_>fembra appunto un ampio Laberinto ,in cui la firada i ignota 9 imperoccbi, fila copia delle Pietre confideriamo , Ia~jdivtrfitd , eia discordia degli Autoriiidlo flabilire i nomi , la natura , c /e_>virtu firavaganti , cbe da i troppo cre-duli sono moltoammirate ; angi le /pe-git di ciafchedttna pietra : ci parcrduna dottrina pericolofa , favolofa , <dofeura . Sono ancora ignote nioltc emolle pietre , / cui nomi , e deferigioneabbiamo solo appo gli Antichi: e in va-rj luogbi della Storia nostra metteremoaltre difficulta fottoP occbio , cbefom-mamente difficultofa la rendono . Sin-,ceramcnte pero confeffiamo , cbe a feri-vere fu questo argomento ci ba moffouno Serit tore-, di citiperogro l' opera-,leggendo , tanta nausea ci ba cagionato,cbe ci ftam veduti affalireda una vogliadi ferivere non dijstmiglicvole da qtidfurore , da cui fon mojft i Poeti a com-porre e cantare le loro Poefie . Abbia-mo anche voluto compilare la Stotia _>delle Gemme per ammaestrarci piii tostonella cognigioiic delle steffe , cbe percmmaestrart altri ; effindo pur vero,cbe in qualfivoglia facuit a effiai piu col-lo ferivere , ehe eoi leggere fi apprende.Potbi Autori banno feritto un' abbon-dante Traltato delle Gpmme in un in-tero volume } avvcgnacehc moftiffimi cihan dato Operate , Saggi, Compendj,Cacaloghi impcrfett.i ,e come frammnti

dentro i libri di altro ariomento , i qua-li non sono bastevoli a fatollare gl' Jn-gegni . pdghono invert piii tosto A-»confondergli 0 cella fcatstffma congni-gione, cbe nedanno ,0 colle favole , dicui abbondano: e fetiga aleun decoro co-si gt' Jstorici , come i filofofi le imma-ginate virtu celebrando , e leproprieta.inventate, banno gid le cofevere colle-»false confuse . ffiguanlo piu sono ofettrele produgioni , cbe nelle viscere dclla-iTerra fi fanno , tanto piü favolofe in -vengioni banno nella fcienga naturaledi quelle introdotto * Era gid invec-cbiato questo uso , e per la forga della-»consuetudine piüalle favole, ehe aliecofe vere gli Anticbiattendendo , fpc-colar la verita con ifconcio trafeura-rono . Cio affiermo anebe Aristotile Me-taphysi z.pfrcW/c>y/7e Quanta verbConsuetudo vim habeat kgis , decla-rant, in quibus fabulosa & puerilia_»plus possunt pr-opter consuetudinem,qunm fi cognosceremus ca . E questaConsuetudine steffa «? pur paffata finoa gli ultimi fecolii e forfe alcuni 0 trop-po creduli , 0 all' antiebitd afficgionati,

0 nelle case feconio la maniera , ehe lebanno apprefe , ostinati , contmuarlavorranno con derisione degli Qominipiii dotti..

z. Dopo molti Scriitofi -veramenteferiviamo delle Gemme , e delle Pietre ;angi di tutti i Minerali ; tnx cbe cibnon sta fconvenevole , ce l’ avvifa ilSanto Dottore Agostino De Trinit.iib.1. cap .g. dicendo: Utile est.pluresipluribusfieri libres, divers» stylo,non diversa fi.de , etiam de qutestio-mbus eisdem , ut ad plurimos res ipsaperveniat, & ad alios st e , ad altosautem sic . £>ice egli non diversa fi-