2.6 IßorJelle Gemmtyt delle t* tetre di Ghcintö Ghnma.ldb.l.
rale; ma alla particolarc tutto cio con-viene , come e quella delle Gemme;cd e cosa malagcvolc non macchiare laverita , ehe (i puö con molte cagionioifendcre. Kella Trefa^ioneprelimlnarealle Dissertazioni Fitico-storiche , £ cuisu dato il titoto di *Autorum CriHs , laquale abbiam polia avanti la Disserta-zione De Hominibus Fabu'otis , a cart. 4.con piu ragioni, le quali non convienequi ripetere, abbiamo provato , ehe laFilosofia , c la Storia naturale in una4unga e continuata serie di secoli con»moste macchie e itata oscurata. Che so-no stati cagionc i vizj degli Autorsnello scrivcre delle cose naturali, e’l co-ltume loro nel riserirc molte cose piutosto, che le hanno intese , che vedute,tuttccche favolose, vane , ed impossibi-li, alla natura molto ripugnanti, quel-le ancora trascrivendo, che da altriscritte fi leggono, comc rare e maravi-gliole; non avvertendo , se vere, o salsepur sieno . Di questo vizio incolpanoPlinio piu di ogni altro : c che de' suoierrori un pieno libro comporre si polsa,atsermö Angelo Poiiziano nellc sue->Fettere : e che abbia altresi egli dato 1 'occasione di errare a molti, ehe piu co-sc da’ suoi libri hanno raecolto . Moltecose abbiamo dette nella Trefa^ionemedefima non solo desto stestb Plinio,e de’ suoi trascrittori; ma di altri , ehescrilsero delle cose naturali .
Z. Spiega Girolamo Cardano DeVarlet.lib.j.cap.\%* la difficultd di questadottrina colla ragione , perche gli ani-mali , c le piante sono distinte dalle sueparti; i metalli coi sonderst , e colla pie-tra paragonc,che dimostra il colore na-icosto, e Icuopre la natura dei metallo,c Ia differenza loro , si dislinguono; male gemme sono prive delle parti;nc conforza di luoco, o con aperto numero dispezie , o con alcuna pictra scuoprire sipossono; anzi la loro granriezza, e’l co-lore , che erano i due maggiori arge-menti di poterle diilinguere , non sono
ben noti; e gli Antichi stefsi poco dili-genti nel descrivere sono stati. II Re-nodeo Dispensator. Medie, llb. i.setl.cap. io.dice , ehe gli Autori molte cosehanno scritto, che vedute, b saputc nonhanno; e molte pietre ancora, che qual-che simiglianza tra loro dimostrano,han creduto effere una stella pietra ; e__»spe llb una, che ha molli nomi, 1' hannonputata , come se molte pietre sollerotra loro distinte ; edisse Plinio llb. 57.cap. 1 1. che sono infiniti i nomi delle-»pietre .
4. _ Non abbiamo ccrtamentc una-,compiuta Storia delle gemme , la qualepiu tosto c comc un campo pieno tuttodi ortica, e di erbe frondose, che di coi-tura, e di aratro han bisogno; imperoc-che abbonda di cose false , e di oscure ;ede altresi in piu parti manchevolc;beuche per Io spazio di.molti secolitanti Scrittori n’ abbia no scritto - E’trop|>o grande la loro discordia nellostabilire i nomi, la natura , le spezie, icolori, e le virtu delle Gemme ; e mol-te , che dagli Antichi furono riferite,sono aifatto ignote . Confessa il Bec-chero Thyfic. subter. lib.i. setl. 6 . cap. 4.che molte pietre , delle quali ha fattomenzione il Giostone , furono ignotealio stello; e moste cose, che di queste sidicono, sieno veramente false ; pcrloc-che bramava coi dipignerle in una cat-ta, csporlc als occhio de'curiosi Letto-ri . Promise pero delineare in un Pla-nisferio tutte quelle , ehe ritrovare sipossono ; rra questa earta, ehe dar vo-lcva il Bccchero, non petea esser baste-volc a cagionare una piena cognizionedelle gemme ; perocche le figurc nonpossono esprimere la diversit! de' colo-ri ; si come non la pote mostrarc collosue sgure 1 ’ Aldrovnndi; oltre che i co-lori stefsi sono tra se diversi , comc levarie spezie dei rosso , piu chiaro , piuoscuro, piü carico: c cosi degli altri. E’assatto imposs.bile potersi unire tuttele pieUc , e rgestrarsi ne' Musei de',
Frin-