z8 Jftor.delle Gemme yZ delle Vietre di Giacinto Gimma. Lib.l.
tarono da qu-eila a Goa il fambso Dentedella Scimia bianca , adorato da queiciechi popoii come una venerabile re-liquia di Deitd, di cui appo loro si con-tavano favoleggiamenti, e sciocchezzeda riderne per diletto . Era il Dente so-pra un pie doro tempcltato di gern me ,cioe Zaiiiri, e liubini, in cui era incal-sato , ed era onorato con Tempio , conSacerdoti,e con sagrificj in tutta llsola,ed in buona parte dell’Oriente] ondedal Pegü s’ inviava ogni anno una so-lenne Ambasceria con oiferte di ricchis-simi doni a stamparne la forma in pastad’ambra , o di musco ; e 1’averla eragrazia lingulare, ne in altro, ehe in unacasiettina d’oro per riverenza siripone-va. Mando il Re Idolatra Ambasciado-ri per riaverloofferendo gran sommadi danajo,iino ad un millione di (cudi ;ma D. Costantino di Braganza, ehe nel1558. era succeduto Vicere dell’ India,Cavaliere chiariffimo per nobilta reale,e per virtii, consigliato dall’ Arcivesco-vo di Goa , e da altri Teologi, ehe nonera lecita la vendita di quell’ oggettod’ Idolatria ,'lo lascio cadere , veggenteognuno, in un mortajo , e pestatolo inpolvere sottile , la sparse sopra carboniaccesi , e ridottala in cenere , fece git—■taria ove niuno mai la rinvenisse .
2. Nella nostra ChicsaCattolica vie 1 ’ uso ancora delle Gemme nelle Ve-sti sagre , ne’ Calici, e ne’ vasi per con-servare la sagra Eucaristia ; e di ciömolti esempj renderemo , trattando diciascheduna gemma , Anastasio Biblio-tecario, pariando di Gregorio II. Papa ,scrisse : Hic fecit calicem aureum praeci-puum diverfis ornatum lapidibus f-retiofis,pensantem libras triginta. SimiliterTatqnam auream pensantem libras otio, &Jemis . Si veggono piene di gemme leMitre , e i Pastorali de’Vescovi, edaltre cose , e tutte vagi io no a significa-re varj misterj . Si sono pure serviti de-gli Anelli i Criltiani, e volle GementeAlcssandrino , ehe ne' sigilli scolpissero
Ia Colomba , il pesce , la nave, 6 la lira'1’ancora , o i pescatori ; non essendo aloro lecito portare immagini dc’super-stiziosi Gentili . ScoJpircno anticamen-te il nome di Giesü Crista colle duc-prime lettere Greche , o la Crocejcomesi vede nell’anello di S. Macrina Vergi-ne , di cui paria S. Gregorio Nissenonella Vita . Imprimevano altresi le im-magini de’ Santi, come attesta il Gri-sostomo nell’ Oratione in lode di S. Me-lezio , la cui figura nell’anello fcolpitagli Antiocheni portavano.
3. Concede la Chiesa agli Sposi1 ' Anello nel Sagramento dei Matrimo-nio , e fi benedice colPOrazione : Bene-dic Domine annulum hunc,quem nosin tuonomine benedicimus , ut quae eum gestave-rit , fidelitatem integram suo sponso te-nens , in pace , & voluntate tua perma-neat, atque in mutua cbaritatejemper vi-vat . Ter Cbriflumr&c. come nel Ritua-le Romano si legge : e cosi benedetto1 ’ anello , lo prende lo Sposo dalle manidei Sacerdote , e lo mette nel dito anu-lare della sinistra mano della Sposa . Di-cevasi questo Anello, Tronubo,dogli An-sieht , e fu in uso andre appo gli Ebrei:cosi in Perugia nella Cattidrale si vene-ra quello , con cui S. Giuseppe fposbMaria Vergine: e dice il Lauri nel lib.De hinnulo Tronuio , a cart. 6. Omniumprimosatis in aperto ejt ,in nuptiis con-trahendis , non apud Romanos modo , autGraecos ; verum etiam apud antiquissimosHebraeorum , ut eljetfidei , & amoris con-jugalis argumentum hinnuli , quem Spon-salem , ac Tronubum appellarent , inole-vi fie usum . E’ ciö conformato dal Car-tagena, Tom. 1. I. 4. bomil. 1. dicendo:Trima ejt, quod S. Joseph annulum porre-xit B. virgini . mlnnulv.m in Sponsalem.loco arrhae folitumdari inter Hebraeos nonobscure ea colligitur , & Cardinalis Ba-ronius adnotavit. Questo ancora costscrisse : Quod vero semel loco arrhae datusanulus ab uxore semper in digito gejtare-tur , id non ornatus causa, inquit Clemens ;
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