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Tomo I.
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Vella Gentrctztont dclle Gmme,e delle Vietre . Gap. VUl. 6 z

stando pelle : e ehe le gocciole sparseper ia ripa dall’ impeto della caduta-»stello stello Fonte,divenivano pietruzzedella simile mi sura : e 1'aequa , senza_»mutarli in pietra,di continuo scorrer iivedea . 11 Magino rifcrisce altro stagnonell’ Ibernia: supra Acarnanum Vrbemin stagno haud peramplo , fi basta ligneatn vado defigatur , & post aliquot mensesrevellatur , erit pars , qux luto inbxserat,in ferrum conversa : qu£ vero in aquammanserat , in cotem ; reliqua manente li-gno . Cosi dice Andrea Tiraquello nel-ie Annotationi ad Aleilandro degliAlelsandri lib. $.cap. 9. citando Lttor-re Boezio nella delcrizione d' Ibernia :In Hibernia locuseft, ubi arbor infixa—>terrx per aquam fit in terra lapis, in aquaferrum , in aere manet lignum.

16. Nella Cappadocia altro luogodescrive Bernardp Varenio nella suGeografia , ehe nello spaziodi un gior-na cambia in salso il corpo, ehe vi s’im-merge . Kiferisce il P. Pelleprat Gieiui-ta nelle sue Relation i , ritrovarsi prelsola bocca dcl sturne dclle Amazoni unaipecie di arena di color verde , ehe—»neli’ aequa era molle e scorrcva , edalsaria esposta indurivali poco menodella durezza de’ Diamant! , e gl’India-ni,prima di porre in uso il ferro,nc for-ma van le scuriper tagliarc i legni. Dialtro Fonte dice Strabone , ehe se gliuccelli volando si bagnavano le ale , piiivolare non potevano , e se ivi una co-rona di stori s’ immergeva, diveniva_*una simile macchinetta di pietra . Fran-cesco Scoto nel suo Itinerario d’ Italiapart. 3. seri ve , ehe le aeque dei sturneAniene prelso Tivoli,coprono di pietracio ehe in esto troppo giace ; anzi rimi-rando nella Campagna di Tivoli, sivcggono intorno lo stesto Aniene salsigrandi, cresciuti a poco a poco in lun-ghezza di tempo per virtii delle aeque ,che vi lcorrono : e si mirano ancora-,laghi, e paludi coi fondo di fasso duroper la flessa via generato.

Tom. I.

17. Narra Antonio Torquemada-»,come testimonio di veduta Tr. z. chenella Grotta,chiamata dei Giudeo,nellaSpagna , presso un Ponte, detto di Te-lay villa, vicifto al Castello di Garzimu-gnoz, vide un Fonte, da cui usciva ae-qua , la quale in pietra s’ induriva , etanto dura , ehe per le fabbriche 1’ ado-peravano. Il Magini in Geograph. Ttolo -mxi dice, che nella Transiivania si tro-vino aeque, lo quali subito che sonoscaturite ,in pietra si convertono: alerede’ ruscelli, che formano crofta pietro-sa sopra i legni, e sopra altre cose leg-'giere . Cosi dice lo ltesso Varenio nel*la Geograph. General, lib.i.cap. 17. pro-pojit. 13. Ai Vrbem Cbinon Belftx (Gal~lix Trovintix) aqua e specu profluit sub-flava , & concrescit in lapidem. Spiega,nella Tropojit.i 1.chealcune aeque noi»mutano i legni in pietra ; ma le parti-celle terrestri, pietrose , e saline con-temne nelle aeque, si applicano a'legni,c quasi coprono i legni, senza ehe irrpietre li muti. Altre cagionano ne' le-gni una durezza pietrosa , ed altre mu-tano in pietra, inlinuandosi nelle fibre ;e questa asserma essere la differenza tra’legni, e tra le pietre ; poicche in lignissunt quasi oblongx fibrx , quibus particu-Ix cobxrent , & ex minus densx : in la-pidibus autem particulx granorum i nfiar,vel atomorum, Junt fine certa in longas fi*bras extensione . Dicc il P. Ovaglie nel-la Defer irione dei Cile lib. 3. cap. 11.che il Governadore Ernando Dariasavea nella sua casa un’ albero interotutto impietrito, che cavarono dal Fiu-me dell’ argento,cosi detto nelle colledei Cile .

18. Moltc aeque sono ancora nell’1-talia , e molte nel nostro Regno di Na-poli, ehe d’impiestire i coi pi hanno for-za , come tra le altre quella di Sarnovicino a Napoli , scorgendosi le frondidegli alberi , i ramosccHi, cd altre coseimpietrite in alcuni fassi, che detti sonodi Sarno, e servono a far fontane rusti-I che,