Theile Gemme risplntdenti di nette. Cap.All*. I41
»l terreno, ehe haforza di convertire inpietra ogni materia : ein quei luoghivicini si vedcquantiti di sale , in formadi pietra bianca , e di nitro , ehe nasceove 1' aeque del Kilo rimastevi, dopo lacrescente , colla forza del Sole 11 con-densano .
10. Siccome le Gemme corpi dilst-mili racchiudono, cosi ogni altra pietra,ed ogni metallo, puo ancora altri corpilacchiuder dentro. Prima d’indurirsi lamateria della pietra , della Gemma , edel metallo > puö talvolta qualche cor-po in essa trovarii , e li chiude nella—»11 essa materia. Kelle Gemme chiare^»,perche i corpi racchiuli li veggono: liammirano , e li prezzano queste opera-zioni della Natura ; c pur’avviene a ca-so , ehe qualche corpo nella pietra li ri-trovi prima ehe s’indurisca .
Delle Gemme risplenienti di notte .
C A P. XII.
1. T O splendore delle Gemme ,ehe diconli di notte risplen-dete, appartienc al colore, ehe nella lo-ro generazione rieever possono : equinon trattiamo di quelle pietre, le qualicoll’Arte si fanno , come i Fossori ,dicui scriveremo nel suo luogo ; ma delleGemme vere , naturalmente pro-dottc . Raccontano veramente maravi-glie : ed Autori gravi fanno delle liesseGemme, lucenti nelle t"enebre,menzione;e perche piu distintamente polstamoesaminare quanto hanno scritto: tratta-remo ne' seguenti ^drticoli questo ar-gomento.
A R. T I C. I.
Del mmero delle Gemme , ehe lu~cere di notte Ji credono.
2% T A virtu naturale di rilplen-JU derc nelle tenebre, a Moire
Gemme e da varj Autori attribuita-,;cioe a’Diamanti di una spezie particola-re , a’ Carbonchj, a' Rubini, a’ Piropi,ed a certi Topazj .Confessano pero,chequesto splendore sia proprio del Car-bonchio , il quale prende varj nomi ;poicche da alcuni il Carbonchio e ap-pellato Diamante ; perche, quando eperfetto,manda uno splendore candido :e pensa 1’Aldrovandi cosi dirli; perche,a guisa del Diamante , resilta al fuoco .Stimarono altri, ehe il Carbonchio , e’IRubino , sieno una stessa pietra; e crc-;dono altri, ehe tra loro differiscano ,eehe il Piropo sia spezie di Rubino . DelCrisolampo dissc Solino cap. 43. infin.Cbrysolampis apparet , quem lapidem luxcelat , prodit obscurum. Haec enimejt in il-lo diversitas , ut notie igneus fit , die pal-lidus . Il Majolo Dicr. Canit, colloq. ,8.riferilre questo luogo di Plinio ; ma di«|ce il nome della pietra Cbryfotapsus : eforse volea dire il Crilopa2Zo: e soggiu-gne , ehe Isidoro la cniama Cbryfopas-Jum JEtbiopicumlib.16. cap. art. 13.mzehe nel cap. 14. 1' appella Cbrysolansemcosi detta gemma dall’ oro, e dal fuoco;perche di notte sia di fuoco , e di gior-no aurea . Plinio dice lo stesso del Cri-lolampo lib. ult.cap. i». Asterma anco-ra il Majolo, ehe lo stesso avviene alTopazio : perche a color di oro lucido ,e splendido, appena di giorno 11 vegga ;ma di notte prxtucidum videtur ab omni-bus. Strabo lib. 6. nascitur in Thebaide.
Tanta virtu di risplenderc vogliono ,ehe abbia il Rubino perfetto, ehe disscMarbodeo :
Hujus nec tenebra possunt extinguerelucem.
Del Carbonchio,dice Alberto Magno ,o altro Autore , nel libro attribuitogli,ehe, se veramente e buono, di luce nel-le tenebre a guisa di carbone ; ed affer-ma cosiaverlo veduto : se men buono,e solamente vero‘, risplenda nelle tene-bre quando in un vaso mondo e puli-tsl tz raette , e sopra vi si sparge dellac^
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