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Tomo I.
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235 Ißtr.delle Gemme t e delle Vietre di Giacinto Gimma.lJh.il.

zios.diconli Madri delle Granate. Nelcelebre Museo.di Francesco Calceolari,bpeziale di Verona , vi era un pezzo dirubino della propria miniera , ehe in seavea dJ rubino,e della granata, mischia-ti,ove entronel pezzo vedeanli cacciatii rubini.» come nascono , e cost anche lcgranat .iil ehe nferisce Borgaruzio Bor-garucei nella Lettern a Lettorl, posta nel-la part. r. del Monarde s , Jgiunta al librodel G..rziaJ. Narra il Conte Moscardonel suo Masco, .ehe la miniera dellaGranata , e limile in tutto a quella de'Kubim , idorchc il verde alquanto piuoscuro .

ARTIG. IILDelle Virtü della Granata .

9. XY Uole il finto Alberto Ma-V gno , ehe la Granata !u ditemperamento caldo.e secco: e lo Scro-dero dice , ehe ha vif tu di seccare , for-tificare» e giov.are a’ tremori del cuore:di rcsiltere alla malinconia, ed al vele-no : di fermare lo (puto del sangue , ri-solvere nel corpo il tartaro: c sospeso alcollo, avere la heisa virtii. Stima il Rc-nodeo, ehe per la natura ignea, nuoce alcervello : ed agitdndo il sangue » muoveiracondia . Altri la ilimarono contrariaal sonno

10. Dicono altresi., ehe faccia gliUomini graziosi, e benigni : ed Alber-to, per far pruova della buona Granata,vuole, ehe 1' Uomo, ehe la porta sopra,!i unga tutto il corpo di mele: e sc nonsarä orfeso dalle mosohe-, e dalle vespe,fari vera: e lasciata la pictra,sari subitoorfeso: cd arferma, ehe lia pure provato.Molti vorranno piu tollo percortelxaciö concedere, ehe farne la sperienza, cdcspoxTi all' incomodo , ed alla molc-llia

11. 11 Cardano nel lib.De Gemmts, d?<olor. 1 ' appella Carbonchio granato, co-Lxdetto, perchcrisplende, e sia limile a’

grani del frutto di tal nomeidislinguen-done due spezie , V una di Spangna , e I'altra Orientale . Dice, ehe lo bpaguolose e grande, e limile alla fiamma : e 1U-ma, ehe senza dubbio, sospeso nel collo,c bevuto , retista alla malinconia , di-mintiisca il sonno , corrobori il cuore,al solo cervello nuoccnlo: e ehe faccia1 ’ Uomo iracondo. Aiferma, ehe lia dettaS-oriana, da’ Giojellicri, quella , ehe litrova nell’ Etibpia, e sxa molto piu bel-la, di sostanza piu densa, e vicina al co-lor del Giacinto;tanto ehe appena si di-.üingua i ma ehe non risplcnda comc laprima, ne faccia 1 ’ Uomo pronto all'ira,'.eiLalla veglia ; ne polsa rallegrarlo : cdarferma altresi.» ehe gli Occidentali ifi-mino, ehe lungo tempo al fuoco reüita ,c non li faccia brutto .

az. Scrive ancor 1 ’ Aldrovando* eheiGranatiBi tanto colore Ion pieni, ehequelln toglier non si possa da qualun-que violenza di fuoco; perche tal colo-re, secondo Boczio , cosi relille agl’in' cendjVche non si risolva in vapore. Cioconferma Bdile,per detto di Boezioimane’ Granati d’ India, dice , ehe fattanela sperienza, vide mutargli di colore , dirolsoin oscuro, e brutto,- a guisa di fer-ro , lungamente all’aria elpollo . Et-mullero vuole , ehe i Granati Orienta-li nel fuoco forte si fanno liquidi , cd aguisa di vetro si coagulano, e perdonoil colore : i Boemmici sono piu duri , senon li pongono nella fornace de' vetri,ove il calor piu forte gliconsuma . LeSperienze F lorentinc moltrano , ehe iGranati Ix llruggono nel fuoco, si lique-fanno *. c liquefxtti,raifreddati, mutanoil colore , somigliando a quelln dell’uliva fracida: e perdono la loropulitez-za ,e la durezza : ehe appeni ne con-servino la meta; ma nel peso punto noniscapitano .

Del