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Tomo I.
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299
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Del Crißallo . C dp. I. 299

MTXt. in Isaiam Troph. cap.$ 5. versu.fyißgando Carack, idejt decalvavtf. dedu-citur , dicitur , vel Kerach , ide/t geh« » edejuoi decalvet , e*r- </«>*/> lugere factat foliaarborum, & gramina terra-, e poi la Ipie-ga coll’opinione di Plinio t^ipud HebrxosKerach significat Crystallum , quas pellucetgelu , imo fit ex gelu , j ive humore concreto ,O 1 conglaciato, fi credimus Plinio lib.$.cap.z. Seneca , & aliis .

10. L’altro luogo della Scrittura inGiob cap. z8. In similitudinem lapidisaqua durantur , non ci dimoltra-»doversi intendere dei Criftalio ; ma dclsolo Ghiaccio,il quale ancorchc aequa ,edendo dal treddo congelata , appare^»iitniie alia pietra dura . Cosi nel Setten-trione sembrano pietre durisfime lc ae-que convertite in ghiaccio, ehe poi ri-tornano pure a iarsi aequa , come gliesempj recati da Olao Magno ci dimo-ih ano ; onde lo stelso luogo di Giobcoi ghiaccio , e non coi Criftalio fpiega-re li dee ; ancorchc alcuno 1' abbia coiCrittallo spiegato , di cui tralascia.no ilnome , c’l luogo dei libro , per non of-fendere la nostra lunga amicizia,ancorchegiä morio.

11. Gli Autori dunque , ehe 1 'opi-nione degli Antichi abbracciarono , handetto farti il Criftalio dal Ghiaccio : al-tri vi aggiungono altra spezie, ehe e ilmetallico , e fossile : e queste due speziedi Criftalio pare , ehe atsegni Cornelio aLapide ancora nell’Ecclehaftic. cjp.43.Verf. 27. Non vi e pero Filosofo tra' peri-ti Moderni, ehe il Criftalio di qualiivo-glia spezie farsi dal ghiaccio non abbiaper favola, come pure molti Antichi ef-fer favola hancrcduto: e tra’Cristalliprodotti dalla Natura il solo mineralt_jriconolcono , e dicono , ehe sia un’umorfossile , e minerale pietroso formato nelseno della terra da quclloftesso umore,da cui i Diamanti, 1 Berilli, e le altregemme li formino . Cosi hanno difesoCardano de Subtilit. l'Agricola De Me-tall. Mattiolo , e con fode ragioni, t

fperienze Andrea Coccio nel Museo deiCalceolari, Ferrante Imperato nell'Iftor.natural. l’Ofmanno in Schröder, il Reno-deo , ed ahri in gran numero . Cio pro-vano ; perche fe dall’acqua, e dal ghiac-cio li fonnalle , fcioglierli coi calor deiSole ii vedrebbe , e dei fuoco; poicchdofferviamo , ehe ogni ghiaccio , bcnchcper lungo tempo congelato ne' freddif-limi Monti, ehe ne di eftate , ne d’ in-verno si vcggon privi di ne ve : ed an-corche dalle parti profonde lia cavato, liliquefi nondimeno posto in luogo cal-do . Ma il Criftalio di Rocca e iempreduro , nisi ignibus circumdetur , affiduequevento , & f.amma urgeatur , al dir diCardano, come accade alie Gemme tut*te : e’l Gioftonc , ehe cita il Bodino ,dicc , ehe ardentijjimis fornacibus , diu-turnaque flamma liquatur , liquata rursumcontrescit , & in calicem Crystallinum li-quor fi infundatur calidus rumpitur. Gior-gio Vasari nelle t^ite de’ Pittori narra_,,ehe Bernardo Limante Buonacorsi suodiscepolo ne’ principj dellaPittura confaciltd trovö il modo di sondere il CrL-stallo di Montagna, e purificarlo, faccn-donc Iltoric, e vasi di piu colori . Scrissitdei Criftalio Gualtero Carlcton , Medi-co dei Re d’Inghilterra De Fojfilib. eheGemma e fi mollis , tranfparens , aquam inglaciem congelatam referens ; unie haudpauci ex glacie natam volunt ; quod tamenveritati minus consonum eße docet expe-rientia i cum igne non solvatur , nec aqueain ea partes igne consumantur . Confermala stella opinione il Becchcro in Phys.subterr. lib. 1. seSi.^.cap.^. num.qj. feri-vendo e lier fallo ex glacie CryfiaVos gene-rari , quandoquidem etiam in locis gene-rentur , ubi nec magna , nec continua gla-cies observatur . Ingentiffimo interim caloreCryfiallot , & lapides non in aquam bumi-dam resolvi certum est . AlFermano ancoralo ftellb Anselmo Boezio , 1 ’Orstio, ilFromondo» ed altri , ehe bruciato ilCriftalio nel fuoco mostra la calcina, e’lsale , d* cui fu coagulato coli’a juto dei-P p z lo