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Tomo I.
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312 lftor.Heile Gemme } t Helle f tetre di Giaxinto Ginmia, JJb. 111.

b. quarta parte di un giulio e ’l mag-giore,detto Sejtertium,m\Wc sesterzj mi-nori ; c pigliando in conto i minuti,valutano ia somina . di.ictKii conto cin-quanta . Oggidi e cosi grandc l'abbon-danza de' Vetri, ehe non vi e casa dipoveri, ehe non abbia i luoi vasi con»-prati anchc a vil prezzo .

A R T I C. Vil.Degl’injirumenii di Fetro de' Modernis

ii. On vi e cosa, ehe oggidilN tinger non ti sappia colVetro,come abbiam detto;manon sipuöcon ragione alierir piiiperfctta l’ArteVetiana degli AntLhi, le coniidcria-m.i tanti nuovi inilruments, di citi egli-no.cognizionc alcuna non hanno avu-ta : e pure li sperimentano Lmmamen-tc necestarj , o dilettevoli... Troppogrande c ii numero de' Vali inventatida' Chimici per comporrc le loro quin-teiTenzc , clillri , arcani,, sali , lolii ,t int ure , e simili operazioni, come so-no lc tante fp&zie di lambicchi, hor-te , circulatorj, cappelli , recipienti ,pellicani, ampolle , ovi filosotici, palle,cd altri inltxumenti, da’ quali li sonoavute nobilissime cognizioni , ed uiiall’antichitu atiatto ignoti . Varie mac-chine anche li forma no dal Cristallo , cdal Vctro, spezialmente Pneumatiche ,Idrauliche, e di altra spezie , dcllc qua-li qui non vogliamo far menzione ;perche a noi non appartiene numerariet utte . Gli occhiali, i Microscopj., iTelescopj , e tanti altri stromenti , dacui tante sperienze , e nuovi lumi li so-no rkevuti, adai bastevoli alle cogni-zioni Filolbfiche , l « o pure opere , edinvcnzkmi de' Moderni, ehe l’Arte dclvctro hanno nobilmentc arricchita . IIMicroscopio ha dato una nuova siloso-lia ; noicche manisestandoci i corpi,e lel.:e narti , ci fa veder dillintamentc laloro telsit ara , scuoprendoci nuovimi-

racoli della Natura, ignoti lino a' nostrisecoli, per le tar.te oiiervazioni sattecol suo mezo negli animali , nelle pian-te , e ne’ minerali ; mostrando anchegli animali ne' liquori , le sibre nellepiante , e tanke altrc cose , ehe hannoadornata , ed arricchita la Icienza natu-rale , e la Notomia spezialmente; ondeora sono tutte diveric da quelb degliAntichi.Cosi i Telescopj approlsimandoall’occhioicorpi celelii, e lontanilsimi-,han fatto conoscere , ehe ha la Lunaquasi i suoi Monti, e le macchic dimo-ftrate dall’Evelio , c dal Riccioli nellaSelenografia*. ehe simile alia Luna iia laStella di Venere, e cuiella di Mercurio,colle loro corna crescendo , e truncan-do: ehe Giove ha i suoi Satelliti, cioc lequattro Stelle scoper te dalGalileo,che leappello Medicee, ed ha le sii e iascie, e lemacchic , come al dir dei Cassinsthapur le macchic Marte, c le fili nellequadrature ; ma poco apparenti: e cin-qne Satelliti Saturno.che c dentro ur.'a-nello , il quale dentro 1’orbe si aggira :e ehe un' infinito numero di piccioleStelle compongono la Via lattea : etante altre novita dagli Asironomi os-servate . Ma non posiiamo qui riferire1« varie invenzioni,e scoperte satte nel-le cole naturali, e nelle celelii collu-so di tali linimenti; delle quali peroabbiamo scritto abbondevolmente nel-la nostra Idea dell'lUoria deWltalia lette -rata . I comodi tralasciando, ehe da va-rj strumenti co’ i vetri siricevono , omi gli orat i da’ M oderni, o inventati da-gli stelsi: q»i salo vogHamo far men-zione dialcuni , perche piii si riconoscala perfezione di qnest’ Arte , ed una mi -nima parte delle sue inventioni , e ma-r&viglie -

AR-