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Tomo I.
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3 1 6 Ißor.delU Gemmty t delte Vtetre di Giacinto Gimma.Lw.Hf,

monocolo , ed altretanto piu grandepiu chiara. Vogliono 1 ' Evelio in Seleno-grapkiapag.9. e Borello De Telefiop.inv.pa7.^..c’( Sirturopdg. 37. ehe il migliorvetro da formare le lenti sia il Venezia-no, e sia me no atto il cristallo montanoe naturale ; benche sia piu chiaro , e ri-splendente , faccia pero maggiore refra-zione , ehe g i altri vetri . NicoloZuc-chi nella suaOpric. Tbilosopb. prova conchiare sperienze, e ragioni, ehe 1' uso deiTelescopio non sia fallace. Il Vailemontnegli Elementi della Geo^rafia p.z.c. 3. af-ferma , ehe la diversitä della villa facciavedere diversamente gli oggetthe narra*ehe senti dire da uno, ehe facendouna_>volta vedere con gli occhiali di 34. pie-di il Pianeta di Marte a molte persone,ognuno il vedeva eon differente grnn-dezza: e *1 P. Aviano s'appuccino famo-so per ii suoi eccePenti MicroscopJ,Tclescopi binocoli, gli confermo Io stef-so, ed oifervo nella di lui camera, ehe al-cuni con un Microscopio binocolo vede-vano i vermi dei formaggio grossiquanto i Montonraltri quanto i bruchi.Narra il Gassendo in Vit.TeireJeh.di ave-re scritto i 1 Rubens al Pe i reich io , chr-*un Pittore coi Telescopio avea vedutonel Disco I.unare diltintamente Campa-gne, bos hi, edificj , e Cirtä fortificate.L)aniele Lipstorpio in Copernic. rediviv.pag.z6.tratta di un' occhiale , ehe face avedere nel segno di Lione fra 1 ’ Equi-noziale , e’l Zodiaco , la faccia di nostroSignore, come si rappresenta nel Sudariodi Veronica: e scrive ancora dellocchia-Je di Giovan Caramuele , con cui con-templa va nella Luna le Isole,i Monti, ele Vasii, ehe ha poi disegnate con dili-genza. Fu opinione dc’Pitagorici , e de'Platonici, ehe nella Luna sieno gli abi-tatori, come riseriscono Plutarco De fa-cie in Orbe Lme, e Macrobio i» Somn.Scip.eap.i i.Rinnovarono questa opinio-ne alcuni Moderni per ischerzo, ed altrila siimarono vera . Ma di questa favola»' abbiamo scritto nella Diflerta^.i. De^>

Hominibus Fabulolis pari. 5. cap. 8. risiu-tando l’ opinione di coloro , ehe hannofalsamente creduto effere tanti i Mondi,quanti sono i corpi delle Stelle, ciasche-duno effere un Mbndo atfermando.

A R T I C. IX.

Delie altrespecie de' Cannoccbiali .

16.

K

Itrovata I' invenzione , e 1 ’

uso de’ Telefcopj , altre spe-zie di Cannocchiali si seno poi inventa-te coi beneficio dei vetro, de' quali rife-riremo qui i piu noti.

L' Elioscopio , come suona il suo no-me Latino tirato dal Greco, c I' occhialeatto a mirare il Sole , e col[a afmeno diduc vetri coloriti, cioc convello , e con-cavo, di materia grossa , pura , foda , cjsenza arena, come vuole Scheinero i«_*Roja Vrßna pag. 70. ehe fu suo invento-re. Atierma Borello , ehe non puoben_jmirarll i! Sole senza i vetri coloriti : ogiova questo Cannocchiale a vedere lemacchie solari , e gli Ecclifsi senza otfe-sa dell’ occhio , come ferisse 1 ' Evelio p .22.e 2;.

17. h’^ 4 slroscopio e 1’occhiale * ehemira le Stelle, dalle quali ha preso il no-me: e se e monocolo , si fabbrica di due_jvetri diottrici, cioc concavo, e convesso.

L’ ./feroscopio fu prima ritrovamentofarto in Firenze per uso dell’ aria , e 1 ’hanno poi in Danzica illustrato Ticone»e tanti altri Matematici.

Il Tolemoscopio inventato dall’Evelione! 1637. si usa in tempodi guerra dagliassediati, come egli sc risse nella Seleno-grapbia pa?.zz.e costa diduespecchi pia-ni, e di due vetri diottrici, cioeconca^-vo, e convesso.

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