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Tomo I.
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Del Crißallo

solo di sei, o fette volte; ma in maggiorfKimero , rifercndo 1 ' Eco di Carentonepoco discosto da Parigi, descritto daBaccone , e da Galsendo » ehe ne teceroin persona la sperienza . Addificiumqua-iratum altera parte longius , & absque^»ullo tefto cum duobus quinque columnarumordinibus,pronuntiata quippe in altero ex-tremorum ,syllaba , reddita ejt nobis de-cies septies quasi ex altero , <& pronuncia -ta e medio , toties ex utroque . Cosi an-dre rammenta la famosa Camera de’Giganti dei Palazzo dei The de’ Ser*-nillimi di Mantova , la df cui volta percomoditi di dipingerc fu ridotta in ungulcto rotondo, o quasi ovato dal famo-so Giulio Romano , ed acquisto oltre ipregi dei dilui pcnnello la prerogativadi un’ Eco; mentre poste due personein due angoli opposti, ed uno di esiipariando in voce ben sommelsa , 1’ altron’odc la pronuncia , come se coli pres-so di lui tolle il parlante;senza ehe queidi mezoodano cola veru na . Crede pe-ro , ehe siccome in un vaso di aequa la-st, ia ndo cadere piccioli sassolini nel me-zo, gl’increspamenti dell’ aequa piuvolte succcstivamente ditfusi Uno aliasponda tornavano a riunirsi nel medesi-mo luoeo: cosi in quel recinto di murarinchiuio , ripercosti i tremori dellepareti in torno , c riunito per cosi dire inun punto , non solo quivi in un certomodo riproducono il suono; ma quelleundulazioni, chc quindi partendo in_>giro giunsero da una parte all’orecchio,dall’ altra parte alle stelle pareti , tor-nando dalle medesime alio stelso luogoribalzate» replica no di nuovo la voce :e quante volte hanno forza di andare, eritornare quelle undulazioni al centro,tante volte la medesima voce ripetono.Stimano perö alcuni , ehe 1 ’aria la no-stra voce ricevendo, ti renda sonora, edin qualche luogo, ehe le resista batten-do , torni indictro ribalzando , ed in_#parte ci restitnisca quel ehe riceve . Di-corto altri, ehe Ia voce 1 ’aria penetran-

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do, trapafii velocemente Uno allmcon-tro di qualche intoppo , ehe indietro larimandi, come una palla percotendo ilbersaglio , ritorna verso chi la lcaglia .Arfermano altri, ehe appena uscita lavoce» 1 ’ ari a le form i, come un Canale »per citi trafcorra tino ali' impedimento*ehe la rit arce . Vogliono percio , ehe illuogo eiserdebba proporzionaco , e di-sposto , e quanto piü lari atto , tantopiuchiaro lari il suono :e quando sonoi luoghi piu proporzionati al ritlelso, ri-tornando porta tante rispostc , quantisono iribalzi, checllafa ; o pure ena-rrando in un luogo molto profondo espazioso, hatte nel mezo, e nc’ lati, e limultiplica a pfoporzione dcgl’incontri .Sono dunque varie le opinioni in dimo-strare come 1 ’ Eco li faccia , benchd liacerto , ehe altro non sta , ehe la stellanostra voce , ehe a noi riflettc .

31. Rifcriscono per vera una strava-ganza il P. Galpare Scottonella MagiaThonocamptica p. %, l. z. propoj. iz.1 ’ Harstorifero Toni. z. Delie. Matbem.p.4. qu. 25. cioe che si faccia 1 ’ Eco di ta-le artificio, ehe alie parole dette di unlinguaggio, rilpondadi un’altro, rivol-gendo nell’Idioma Greco , oFrancesequelche in Latino , o in Italiano fu des-to. Altri ancora propongono akre ma-raviglie , delle quali li puö certamentedubitare , come si nam di questa tantocelebrata Testa fabbricata da AlbertoMagno , di,cui scrivbno , chemostro unlibro riccrcato da S. Tommaso, il qualetemendodi qualche inganno diabolico ,la ruppe con dispiacere di Alberto , ehedisse: Opus triginta annorum defiruxilii ,conae rifcriscono Pietro Sevcrino De_»Vnguent. . Armar. Simone Majolo Tom.j.Dier. Canic. Colloq. 23. Gafpare Scot-to in Magia Tom. 1. e tanti altri. NelTomo II. de’ nostri Elogj M.ccad. a cart.195. abbiamo dimostrata favolosa talTesta , negata anche dal DelrioDi/i/xi-fit. Magic. üb. i. cap. 4. asserendo anco-ra » ehe non sia vero averi» letta i\S s 2 Tor-