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Tomo I.
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32.6 Ißor.delie Gemmen e delle Pietre di Giactnto Gimma.Lib.lll.

cio ilati valevoli a bruciare le Navi ingrande diltanza : c cid gli fa crcdere fa-voloii: c veramente Plutarco nella. Fi-fa di Archimede non fa di cssi verunamcnzionc. Cade io Itesso dubbio agliSpecchi iliPxocloidi cui raccontano,cncpoltr lopta le Torri delle muraglie , ac-ccndevano , e bruciavano le Navi , e leArmate con tutte le genti, ehe in quel-le ii ritrovavano,ed ogni altra macchi-na, ehe alle mura si avvicinava, quandoil Sole percotcva negli Specchi. Cid hapur voluto riferire Pietro Messia ncllaVita di Analtasio Imperadore ; bcnchcsl dichiari con molta cautela di non vo-lere cio difendere per vero; moltrandosiegli ItclTo dubbioso.

jK. lnsegna Cardano il modo ,comepolla fallt lo Specchio parabolico , ilquale acccnda a mille passi ; ma Gto-vambatilfa Porta nclla Magia iit. 17. stmaraviglia delle molte pazzie.che quel-lo seriae in poche parole ; perche scaveise tentato di farne; ale uno , altri-mente avrebbe ragionato - Nega pero ,ehe far st polia , ehe bruggi trentapassi lontano, perche verrebbe di smi-surata grandezza ; molto piu crede im-possibile a poterii fare , ehe bruggi indillanza di mille passi . Dice ancora,ehe se e flato vero, ehe Archimede contale specchio abbia bruciato le Navi ne-miche dal muro , appena potea eiferedillante diece passi; il ehe st cava da'medestmi Autori; perche dallo stelsoluogo alzo le Navi ncmiche, e le sbattepoi negli scogli , valendoli delle lieve ,delle quali bilbgnava , ehe la parte piulunga folle dentro la Citti . Gio: Fran-celco Gemelli nel suo Giro dtl Monio,° Viaggi di Europa, cioc nel Tomo 7.atferma , ehe gli Specchi concavi di ac-ciaju accendono ilfuoco , ove in un solpunto fi uniscono i loro raggi rifltfli ,cioc jn minor dillanza , ehe la quartaparte dei Diametro , come dimofirano iCatottrici. Concede ancora , ehe doveaccendono il fuoco,ivi hannofbrza di li-

quefare , c suor di qucl punto i raggilucidi sono fra di loro lontani, o divrr-genti . Narra , ehe degii Specchi d’ Ar-chimede atlermano certi Autori eiferestata di tre ltadj la dillanza delle Navidi Marcello, ehe fanno 3 7 j. passi Geo-metrici : altri di tre miglia degsitaliani:altri di un tiro d’ areo . Deride il P.Chircher , come Antore , ehe per veresmaltir voglia le cose , ehe insognava ;poicche scriise in Mrt. Magn. lut. &umbret eifere liato in Siracula , ed averconosciuto , ehe le Navi cj«’ lsomanieran Iungi dalle mura dellaCitta cin-quanta passi , e ehe avea ben potutoArchimede bruciarle. Cid nega il Ge-melli , non potendo effervi rimalla laricordanza dei sito ; ma suppone, ehe lenavi dovettero itare in luogo , ove al-meno le saette non giungeiTero,c le pie-tre moventi dalle Gatapulte, Scorpioni»Batiste, e simili ma echine dagnerra;dovendo ogni capitano provvedere aliaconscrvazionc de' suoi Soldati. Perchele saette giugnevano a ferire in ugualec forse maggior dillanza , ehe di pre-lente lo scoppietto , llima eifere stato aMarcello neceilario itarfene per lo mc-no a 150. passi geometrici dalle muradi Siracusa lontano , ehe vale a dire ,il Diametro silico degii specchi d' Ar-chimede dovea effere di 130. passi perfare' il fuoco cosi lontano; onde l’ha perimpossibile . Non ha con tutto cid ardi-meuto d’ arfermare , ehe gli Storici di-cano il fallo , movendolo molto fauto-ri tr dei Galileo, a cui non parve Ia cofaimpossibile ; forse , perche intese di po-ter cid avvenirc per via di alcuno Spec-chio parabolico . Ma ehe formar si pof-sano Ipecchi di proporzionata grandez-za,che la ltclsa forza di bruciare dimo-llrano.non vi c alcun dubbio,e se ne veg-gono spelfo . Ne' Giornali de’Letteratld' Italia Tom. 8. artic. 9. c descritto loSpecchio Ultorio di CriltallodasciatoalSereniss.Granduca di Toscana nel 1677.da Bencdetto Bregens di Dresda , ehe