354 lßor. delle Gemme# delle Pictre di Gtacinto Gimma. LikllL
vj dei Sole sieno caldi , e pure penetra-no i vctri stcssi: e nulladimeno il Digbeoprova , ehe sieno terrei corpicciuoli.
42. Non si lascia penetrare il vetroda alcuno umore aqueo, o liquido , oehe sia freddo, o riscaldato; ma ammet-te lafreddezza , o '1 calore, e laluce-*ancora; ma non il Sole, ed il vento, ne 1 ‘.aria . Proibendo 1 ' ingresso all' aria_,»questa penetra nell’ occhio degli anima-li , ehe per la chiarezza quasi pertugiatale sostanza solida e dura . Dice peröTommaso Cornelio De Circumpulfione'Platonica ,ehe la sostanza etcrea pene-tra il vetro: nec mirum videri debet , quodbujusmodi materia vitri soliditatem pene-trare poffit ; nam fiepe ex ampulla vitrea,figillo , ut loquuntur, hermetico clausa , te-nuissimi quidem liquores ad ignem exba -lant,& nonnulli etiam Ckymici sales egre-diuntur , quin videmus quoque hydrargi-rumin aqua Itjgia , ut vocant,solutum, pervitri poros exudare .
45. L’ Argento viva tutti i vasi dimetallo, o di pietra, ne' quali e racchiu-fo , pertugia ; ma non il vetro , in cuilungo tempo si conserva : e benche foratutti i corpi durillimi ; non ö pero vale»vole a forare un trägst vetro , come os-servo Isidoro liL.i6.c.i8. e pur gliefflu-vj della Calamita , dell’ argento vivohanno pib forza . E' tale la configura-zionede' pori dcl vetroianzi e cosi den-so, ehe non ammette alcun corpo, ne la-scia penetrare alcun vapore anche dell’aequa sfumata e divisa . Gli Accademi-ci dei Cimento ne’toro Sa%gi di sperien-
5 r 1’ osservarono coi sale ascintto , e-»polverizato rinchiuso dentro un Vetro,t renuto sotto aequa: e videro, ehe i va-ori dell’ aequa non penetrarono , comeen passano per la terra cotta coi tem-po . Volle perö Girolamo Mercuriale-«De cogmscendis , & cur and. humani cor-oris affeCiibJi b.i.cap. 2 ?.chcil vetro ab-ondi di strettistimi pori: e !o provö con;li argomenti recati da Alesländro ne"’i 'Oblem »Pruno» perche si, Vcde , ehe 1 '
aequa penetra i vasi di vetro .Secondo,perche se i vasi di vetro si stropiccianocolle scorze di cedro » il suo spirito in»fetta 1’ aequa tutta. Il calore ancora, e’lfuoco passa per lo vetro , in cui 1’ aequasi riscalda.
A R T I C. VII.
Della Calamita armata .
44. T 7 Arj modi hanno molti ten-V tato per accrescere Ia virtudella Calamita; acciocchc piii gagliarda,a grandisfimi usi fosse stata piu utile, co-me dice Giovambatisla Porta. Alelsan-rdro Afrodiseo nel principio de suor Tro-blemi stimö , eheu accresca ponendosinclla limatura di ferro, credendo, ehe diquella si nutrisca; ma fattane la sperien-za lo stesso Porta , trovö ehe era quasiinsensibile la forza cresciuta ; ancorchela Calamita per molti meli sia stata in_.un cumolo di limatura di ferro sepelita*.1’ una e 1’ altra prima , e dop o 1' opera-zione avendo pesata . Trovö pur fälst-»la sperienza , ehe ripete piu volte nellxmaniera promessa da Paracelso , ehe dis.le un pezzo di Calamita infocataal fuo-co, ed estinta nell' olio di ferro , divenircosi gagliarda , ehe basti a cavar fuoriunchiodo, ehe fosse fisso nel muro’e ve-ramente la Calamita quando s’ infoca_jperde Ia virtu sua .
4>. Altra maniera piu certa si e tro-vata , ed e gil in uso ; poicche riceve^»maggior forza non fenza maravfglia laCalamita armata di ferro, e spezialmen-te con rete , o celata di acciajo ; venen-do cosi fortificata , che tira assai piu diquelche tirava quando era disarmata.Il P.Chircher m\\' . 4 rte Magnetica par.2. trattando de firmatura magneti s, pro-poj. 5. Theorem. 5. dice . che vestita diferro la Calamita molto si accresce divirtu; essendo riä noto ,che coverta diacciajosollevi piu peso ; perche 1' unio-ne flelta virtu sua , t dell' acciajo e piu