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Tomo I.
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438
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-438 .Ißor.dclle Gemme ,< dcltc Viet re di (jiacisito Gimm&.-Lib. IV.

ra per render piu .sicuro ii nido.dalleingiuric dcll’. aiia,e de' venti.AJtri per-che palsa piu sacilmente partorire ; ondeditle lsidoro» ehe senta quelle non par-toi irebbe . IL Bercorio dice nel suo Ke-duttor.lib. 7 . cap.. 2 . ehe sieno necdlarie| eiche difendano i polii da turre Je coseveienose. Altri accrocche le nova si. ren-danopiu vive , giovando ali’ in re ra for-matione de' polii. Dicono.altri, ehe sie-no le uova temperate. da lia pietra ; es-sendo soverchio grande il calore de 11 'aria. ^ilii.aliter senti mt fape salsa-j

enuntiant, scrilse il Renodeo lib.i.Jeff.}.e r iitmullcra vnoLeheiia salso, ehe ne’nidi delle Aquile quelta pietra li trovi :e niuno ha oslervato , ehe da’nidi leabi ia piese . E veramente si trova 1'Etite nelle ripe de’fiumi , nelle Campa-gne, ne' monti, e nelle aperture de^saffi:nel lido dei mare: e cosi pur dice il Bau-schio riferitQ dal Konig. Aiserma Scro-dero, ehe ü trova nella Germania, ed.al-io syclio quanto la giolletza di un pu-gno:e’l Gioitone inThaumatogr.daß.Fos-JiLcap.iS.LcviRe: Metites lapis in . diversisinvenitur regionibus..In Misenorum regi 0-ne , tum maxime cum torrentes ex.a)]iduisimbribus terram eluunt. Oles hic violam obmuscum adherentem . Habet in se .lapillos ,sive calculos , qui/oluti conquaßati sonant.Miseno plerumque .adker^nt, quidam <jrterram habent ,-ut Hilde/heisienses ; sed &aurum , ut Cypri i . Pietro Caliai i nella-»Tratica delle Gemme, tratt.fi. crede , .ehesieno pochi quei, che vadano a trovarlene’uridi ; ma le.trovino piu ;tolio nelleminiere, ove nasconc. Vuole, ehe la mi-gliore iorma.sia la.tonda, e piceioia :queila,che‘suona pocoda dice femmina, equelk t che suona forte , maschio: e eheliitrovano-in-Francia, nel.Delfinato,nel-la R.omagna,cnell’Jtalia: quelle di Fran-cia sono grisc-i e. ruspide : quelle d’ Ita-lia di color di stagnpyma^che.tutte.sonobuone per la sua victu..

8. Belle novellette ei dd Plinio; ben-ch£ le riferisca per relatione degli altri.

Dice , ehe si trovano due insieme ne’ ni-di , il masehio , -e la femmina ; e perchesenta quelle non partoriscono le Aqui-le,percio il loro parto c di due per.volta.Scrisse ancora nel lib.io.cap.^chc c det-. ta 1’ Etite Gagytra da alcuni: e ehe me-dica il nido di quattro spezic dell’Aquile, come sono Melcnaeto detta da*Greci Tirargo colla coda.biancheggian-te: Morsa detta T acnon da Omero: da.al-tri Tlanco •, .ed ^ tnitraja e 1’ lilieto di

acuta villa-

9 . Gran virtu ali’ Etite hanno moluiattribuite: c '1 Redi le ha tutte per savo-!e ..Dillc Eiosccride , ehe sa ritenere ilparto alie donne , ehe hanno debole ma-trice, legandola al siniltro braercio ; manel tempo di partorire si toglie dal brac-cio, e li lega a’ sianchi; perche polsa par-toririenza dolore . Ciö conserma Gau-. dentio Merula, nella sua Selva : e dice*ehe ha quella virtu da Venere , c dalla■ Luna : e ehe Rasis per tellimwnianza diSerapione ne abbia yeduta la sperienza.Molri vogliono,che si.debba legare nel-la coscia al tempo dei parto . Il Vormiopiü maraviglic vi aggiugne : e di lui siride Francesco Redi; perche pur se lecrede ; alferma dunque , ehe 1’ Etite sia

f iietra dedicata alle donne-, ehe partori-cono, per-tesiimonianza di Plinio , diGaleno , e della 'sperienta fatta da UiiItelsopiii volte nella sua Citti,ulando laterta spezie d’ Etite , ehe e la picciolaGeode, grande come 1' uovo di Colom-bo, il cui.eifctto ne’ casi.disperari moltenobili donne spesto han veduto-. Vuole.pero , the dypo ilsparto si debba lubitotoglicre; perche oller vb Valeriola lib;i.Obsrvuo. chetira con tat fort a , ehe. se-co 1’ utero ne pjTti: e ehe ciö avvennein 'Valenza alia muglie di Ponsone_>»Giouberto., ehe dimenticatosi della p e-tra, ehe teneva legatarcaduta la "matricese ne mori.. Conserma quelta virtu an-dre il Rueo : e la rifensee Et muliero;perche la confermö pure Scrodero : c '1'Gioitone-nelU Thaumatogr. De Foffil. lib.