Vella Ferio .» e sue Tavole - Cap. VL. Art. X. 471
a quelle di C lcopatr'* Eglr- pcrdasFer-ma di ave ic uditn m >lti» the cid äbbia-no prumellb, e ehe niuno 1' abbia fatto-A cidli aggii gne die non notrebberoimitar la Natura componendo le perlecolle pellicciitolc una.sopra 1’ altra.Sciil—se < ardäno , ehe dalle scorze delle perlele perle ancora formar li poslano ; nia Ionega Libavio De Bitum.lib. , ).cap.\ 6 .in-^/m^e.dopo aver derise altre coseda luidetce,socgiugne:Cardarc«r pari aHutia exConcha Ala gari tifera Uniones pulcherri-mo t fingeret,,&c..
60. Fu quesliöne tra gli Autori » se siritrovino Perle pertugiate dalla Natu-ra, come quelle, ihe coli’arte si pertu-giano. ScrisTc Alberto De Reb^Metall.lib..1« ap. ii Egohabui inore meod cemjn unamenfa y qux incomedenio ollretvinveni jju-venes enim. Concha habent meliores ; quae-dam autem ex eis p roratae sunt , & qux~-damant°grx. I1K ueo*.dicc»che praeferun-tur maxime , fi natura perforatx lint . LestesFe lodaScrodero: &’l Rrasavola dirTe:Uniones a l tos natura-, ali01 arte perfora-tos. II DcsTcniö l. z.De Miner all Aule: In-ter dum perforat x , interdum integrx refe-riuntur : c '1 Donzelli arferma non soloritrovarsi le perle perforate natura r mcn-tcimaichedi piu vengano scesie per I 'üsomedica da’ Coloniesi » i quali scrivono:Märgarita; ä natur <z> perforato: melioressunt, quam non-perforat#'.-& ratio eQ,-quia ftr illud, foramen superfluitates ip-sarum sunt consumptae r <fT Purgatae ; beu-che il Prasavola, e Milio lodano le inte-re. Kjferisce Io llelso DonzeMi , ehe AI-drovandi, Silvatico r Manlio , c DanielMilio non concedono, ehe la Natura ne
J rroduca pertugiate dall’ Arte : e eheCrrsie Libavio '. Eliguntur i nonnullisp'r foratae i de) quia■ aux forari ftne fra-tlione pofjunt, perfeElius eoHx, maturx-quejudicantur . Garzia dall' Orto sieronell ! L?slrrV de’semplici .stomati lib.cap.^ 2 . dice^che 1’ Arte-d quella , chc lefora, e die non nascono , come si credo-no alcuni cost forate : e ehe ve ne sono
cosi.mirwte , cheforar non si po.Tom .Se poi.qtialche perla forata dalla naturasi.ritrova, non I'abbiamo a maraviglia;ciö da varie cagioni-' avvenirc potendo:e spesso le opere dei 1’Arte la Naturaimitando. Narra il Gemelli part.i. lib.\.cap. 3. de Viag&i , ehe gli Arabi fora nocon una destrezza ammirabile sino allepiu minute; sieche appena 1* occhio puodistinguere il buco : ed arferma , chc illavoro non IT farebbe nell' Europa daquallivoglia eccellente maeflro
6iv Penfano altri',. ehe quando 1'Ollrica epiu sotto 1’acqua, la perla emaggiormente bianca; perche 1’ aequa epui Iresta , e perche il Sole nom penetracosi facilmentencl fondo;Dice il Taver-nier ehe ciö sia falso, e ehe sia un’ er-rore ; perche Ii pes ano le perle ne'jluo-ghi proföndi solamente da quattro sinoa dodeci braccia in banchi, o sccche, ovesi trovano alie volte sino a-diiecentocinquanta Barche . Conccdiamo perd.ehe lia fredda 1’aequa nel fondo deimare , e chc-sia anchc salsa; ancorchemolti Filosofi Labbian creduta'tantopiu dolce , c tanto piu salsa , quanto piusia nrofönda . Ha di ciö scritto il P. T\a-nielTartoli nel Trattato dei Ghtdccio ,recando le sperienze satte piu volte nelMediterraneo , e nell'Oceano , le qualidimostrano, ehe maggiör freddo'si’ sentanel maggiorfondo dei mare , enonri-manen Itrogo a potersene dubitare . L’osTervo tra-gli altri im ciovine- robusto»sopraslante alia pesca de'corallf, manda-to dal Nrcola-Gentiliiomo di Marsefflialungo le.Costiere de'I’Africaied attesto,cheidelle cento pcrtiche ehe quel ma-re era profondo, le ult me otto.o circa,eran di una tempera* d'aequa intolera-bilmente rigida per Io sreddo , come 'tha nel Tyrocin^C^xmic.Uh.-.c. 10. II Boi-le nel Tratte. De Temperie suf-marInar.regionum cid conferma colla re’azfone d'infiniti marinari nescatorf di perle , e diCoralli: e dice , ehe la luce dei Sole pa'-Taoltre , e 'l caldo rimane indietro: e chc
il gran