Delta. Vieira dei Cebras . Cap. X. 1 505
precibus, aut »bsequiis , propofoisquesnummis ii aiveite extorquere poßunt .
16. Scrisse il Tavernier , ehe sonograndi queste pietre poco piii di un qua-dri no : alcune tono ovate, dense nelsnezo , ed attorno sottili . Cosi le ab-biamo vedute , e di color ccnericcio, inalcuna parte pili bianco , in altra piuoscuro . Narra Io steslo Tavernier , chein due nandi si prova Ia bontd della pie—tra , cioc mettendola in bocca; perche Iabuona fa un salto , e rdta attaccata alpalato : I' altro modo e coi mctterla inun bicchicre di aequa: ese Ia pietra nonc falsificata , I' aequa comincia a sormarbollori, e Ia pietra ffelTa manda dal fon-do dei bicchicre certe vcscichclle sopra1’acqua .
17. Delie virtu di questa pietra contanta dilierenza ne scrivono gli Autori ,ehe pare, ehe penda la lite , se sia giove-vole , o vana .
II Tavernier dice, ehe ha virtu sin-polare per cavare il vcleno dalla piagafatta dalla morficatura.degIi animali ve-lenosi, alia quale, se non e aperta , si diun t agi io , acciocche esca il sangue : edapplicandoci poi la pietra , non se neItacca , sincheabbia cavato tutto il ve-lcno , chc attorno se le ferma . Si net-ta poi la pietra con latte di donna , o divacca, il quale, dopo esse rei stata dentroIa pietra da dicce , o dodeciore , aven-done cavato il veleno , prende il colorefl’un’apostcma . Narra , ehe dopo a ver'egli pransato coli’Arcivcscovo di Goaun giorno, gli fu mostrata una di questepietre, ehe t re di avanti avea giovato adun tuo PeUekis morsicato da una Ser-pe , ehe subito coi mezo della pietragnari .
18. Sono in gran numero Ic v : itu,chealia ^ e sta attribuisccno ncll’occasionedi varj morbi. Sogliono i Venditori diqueste pietre portar la llicctta colla dc-scriz'one deiIc steife virtu , le quali quitrascriverc dalla stella vogliamo , ehe cie venuta nelle mani: e si dice stampata
Tom.I.
in Roma , in Bologna e Snoleto nel1719. per Giuseppe Parenti. Dice , chcper elser buona ,dee e ster nera , o mic-chiata di color cencriccio : ed accostan-dola a’ !abbri,dce attaccarsi tcnacemen-te. Applicata Ia Pietra sopra la morsica-tura , o puntura di qualsivoglia anima-le vclencso , subito vi si attacca tenace-mente , e ne succhia il veleno , e dopocade da per se , lasciando lana c liberala persona cflcsa . Esscndosi staccata laPietra ,si mette in un poco ds vino , oaequa , lasciandovcla per un poco ditempo, dove Iastia tutto ii veleno: cpoi lavandola bene, si conserva per altraoccasione. Se dopo caduta la Pietra dal-li parte otsesa continuasse il dolore,dopoa veri a ben lavata , bisogna applicarla dinuovo , e tante volte , sin ehe cessi il do-st rc ; perche si attaccarl la pietra'iinchetrova materia velcnosa . Se le morsica-ttirc fossero piccfclc , o serrate , bisogn*aprirle coi coltello , acciocche meglio sipossa la pietra attaccare .
19. Dice, ehe (I applica sopra lc mor-sicature de’ Cani, dclle Vipere , degi iScorpioni, de' llagni, delle Ve spe , e diqualsivoglia animale rabbioso: sopra leScrosole.i Carbonchj pestilenti, i tumorimaligni , ed altri simili mali, faeendoviprima una picciola incisione , acciocchivi si possa attaccare . Po'lverizata ,data a bere ccn vino , o aequa , scacciaquallisia veleno introdotto nelle partipiu nobili, ed interiori dei coipo . Chcfi sia con felicissimo successo adoperatada molti per curarsi da varie ulcere, pia—ghe, ed altri morbi esteriorheagionati damal Francese : e spezialmente per le Pa-nocchie, e simili, quando per dcbolcz-za della natura non poisono venire a ca-po , facendovi prima sopra un’incifione .Che li sana no le gonfiagioni cagionateda punture delle Ipine , o dal concorsodegli umori , sommamente. maligni ,continuando 1 ’applicazione di essa . Perle scrofole , e pia ghe valq la Pietra spol-verizata . Dice » che nella Puglia sia sta-»Sss t*