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Tomo I.
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509
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Delia Dragonite . Cap. XI, 509

scure , e tutto 1’ incantamento ,c lo cii-vora .

:8. Loda questa pietra DragoniteAlberto De Re 6 . Metalt.il Giostone Fos-sil. cap. i), art. i. trascrive lc parolc iliPlinio . Gaudenzio Merula nella suaSelva lib. 4. ca '.zi.dice , ehe siarroton-da come un quadrino , e macchiata distelle minute , polle in ordine dalla Na-tura : c ehe polia nell’accto fortissimo ;imtiova tanto , ehe 1’aceto (1 consumi , esi ris>Iva in vapore . II Rolando die sedea questa pietra : e penso, ehe delle similise ne cavino ex noHris Hydri* , & Che-lydris , vel excerebro Hydriorum colligi ,vel ex spumi per attritionem mutuamex-eitata generari . Scopri questa fraudeFrancesco Ossmanno,dicendo concorrer-vi 1 'impoltura de' Venditori ; non altroessendo, qu im cbel.e, vel squilla! marinae,qu# dentat# ab uno latere interioresem-fa'.cat# ebore quovis nitidiores , quas af-fabre eaparte , qua de articulat# fuerunt,committunt ,capsulisque ojjeis , cr ligneisdecenter inserunt , vulgo Schlangen , .Ar-dulei t. In Clav. ad Schröder. I. 3.C. 8.Brunon. in Lexic. Medie. Cultelli .

29. Varie tavole c virtu descrivonodi quelta pietra;ma 1' ha per sinta il Bec-chcro. Sono favolose certamentc lc Pie-tre , come favolosi sono pure i Dragoni,e descritti a Capriccio da' Poeti: e gl’ I-ftorici da' Psetj ricevendog'i come verianimali, con poca moderazione hannodi loro raccontato maraviglie. Poilido-nio scri.se , ehe nella Macra Pimurafuveduto un iJVagone morto , lungo qualiun jugero , e tanto grosso , ehe Itandodall’ una banda , e dall’ altra L/omini acavallo , non si potevano 1 edere 1' un1'altro , e nella bocca aperta sarebbe en-trato un’Uomo a cavallo , e ehe ciaiche-duna scaglia dei suo sccglio avanzavauno scudo di grandczza . Artemidoronarra de’ Dragoni di grandczza di tre-ccnto braccia , cire pigliano i Teri ,c gliElefanti : ed altri scrivono de’ DragoniIndiani»e degi i Africani, fopra i quali

dicono, ehe nasce 1 ’erba ancora. Di que-sti Antori si ride Strabone nel lib. 16.della sua Geografia : e si dichiara, ehe gliha tutti favololi. Nella Dissertaz. Deminimal. Fabulos, abbiam detto eiferet litte favole quelle » ehe scrivono de’Dragoni, della loro generazione, e del-le pietre i si perche gli Antori non con-vengono tra loro nel descrivergli , in-quanto alia forma , cd alia grandczza ,ehe ha attatto dcll’impoffibile;come nelmodo di ferire : e non tutti dicono , ehelieno vclenoli . Tanti Antori de’ tf.aggi,ehe tutte le cole delle Indic , e di altripaefi hanno riferite , de’ Dragoni alcunamenzione non hanno fatto ; perche nongli hanno veduti , nt ivi udita la noti-zia : e bilegna dire » ehe lieno piu tostoinvenzione de’ Poeti , e de’ Pittori: eque i piccioli, ehe si moltrano , sono conarte formati dalle K.aje, come lc descris-se il Giostonc . Sono anchc simboli persignificare il Demonio > o 1 ’Anticristo »o gli Erciiarchi, o i vizj: e quei ehe lileggono eifere stati o ammazzati da*Santi, o fugati ; perche si hanno per mi-racoli, e dubbio , fe veramente lienostati Serpenti, o Demonj , ehe han pre-so quclla forma . Cosi il Baronro stima,ehe il Dragonc ammazzato da S. Gior-gio, sia liato simbolo di peste , o di fame»"O di guerra, cosi figurata da’ Pittori : eehe qualche Citti sia stata dal Santo li-berata colla lancia dcll’ Orazione . Nonsono altro i Dragoni , ehe serpenti vec-chi, e mostruosi ; ma non quei descrittidagli Antichi, i quali talvolta hannoconfuso i Dragoni co'i Coccodrilli , egli hanno aggiunte le ale , ed altre partimaravigliofe . Tutto ciö nella nostra ri-ferita Dissertaz ione De ^Animalibus Fa-bulosis abbiamo piii ditfusamente mostra-to , alia quale ci rimettiamo ; perchequi stimiamo non esser convenevole,quelche in altra Opera abbiamo stampa-to , interamente ripetere . Del favolosoanello di Gigc n’abbiamo scritto nelprccedente lib. 1.

30. Ca-