<534 iftor. Seile Gemme# <delk fJietre di Gi&cinto Grnma. l*ib.lV.
dicijque Tharmacis » qu<e tanto pr&tereipretio a pr.ee do nibus mercatoribus m Rti-pubticee detrimentum adveclee sunt omninointerdicerexc dopo avere portato 1'el'cm-pio di Nerone colla sua leggei dice* ehedelle .straniere maxima pars suspecta efUut qua sxpifime jopbifticata ,rgjcElitia*vel in navi juffocata,yel immersa lacuna ,vel vetuflate corrupta, veljton debito tem-pore, & loco ( undesape plurimum immi-net periculi ) colleRasunt. Dislc ancora,■ehe Jiultum iß ex India petere qua .domihabemus,propriam tiequelerr.am, neque-,mare sufficere exijiimantes , patriijqjte re-bus peregrina , frugalibus Jump tuosa , <jcjacue.atquijibilibusj difficilia,&• ab usquettrr.x finibus importata praeferentes , &,c.Ma delle cost,.chc dall’ America ii por-lajio adulterate } piu diltincamente ooIci.ivciemo nel Trattato dc' Corpi odo-rifer i iicl lib. 6 -.cap* p.
jpo. ALtre fraudi ancora nelle frondisi cojnmcttono , ehe ne’ noltd paeti silaccokjono, o da altri luoghi.non mol-io rimojti portare; lpezialmente quandoin pol vere li lavorancu Alcuni vimesco-iano frondi di persico, di fico , di vi-le» e ili alite piante» iterco di capre,ter-ra giall a per dargli colore» o terra d*orobra, segaxura di tavole di noce; coaSibe, £ radici di Leandro, itarnuxella*el-leboro frianco , e limili , ehe sono atte afculco rp La telU , c provocare gli llar-nuti: cd altre cose ancora» ehe piu tostoiniettano il Tabacco , e sono eagione didan.no. Molle composizioni limilmentedl liquori hanno mvcntaio per dare-»maggior fora a , ed altri artiacj baltevo-li ad ingannare i Compratori.
41* ll Neandro nel sine dei suo Trat-taio, competendo i Mercadanii , chosanno con raolta spesa venir dall' Ame-rn a ii Tahacco ncii' Europa, e spesToCorrompendosi per la iunga navigazio-nr, per le tcrapeste di mare,per le piog-gie, c per astri accidenti * gli di un ri-medio da rinvigorire il Tabacco, se perJe liesse cagiohi ha perduia la virtii sua.
Ma perche nonfossc » tutti comune-»,lo scrisse in Greco; e lo Stella .anchc ncl£ne dei suo Trattato volle spiegarlo inluliano» cosi dicendo '• Se il Tabacco Ja-ra troppo stant ivoove^chio , si ehe ab-bia Jminuito lasua virui , e non fia diquetia perfecione , ehe efjtr dte , prendivino generojo , 0 [lemma Aeli' aequavi -te , ed avendo prima in e[o pojlo in in-fusione i' Euforbio , Jciogli e slega queC-la quaniitddiTabacco , ehe vuoi, venu-tb dall’ lndie , e tienlo a molle dentro.detto vino poi levalo , e tosi umidorincordalo : e benchc questo liefca buo-no » non puo nondimeno paragonarsicon quello, cfae di fresco e satto, il qua-le ha tutta la virtu sua senia alcuna di-minuzione .
A R. T I C IV,
Del fumo delTabaceo .
- 41. Eriva dall’ lndie 1 ' uso dclJL-J sumo dei Tabacco-, licco-me dice il Magne no, perche prima se neservivanoi loro Sacerdoti Idolatrie poitutti gli altri , corne abbiam detto. Lostello uso e pallato nell’ Europa , e nell'Asta , veggendost di continuo persone,ehe per diletto <cl tabacco in sumo sitrauengono, discorrono , camminano,senza distinzione di temno; ma secon-do ehe ne hanno la voglia. E’ridottoquest’ uso ad un’ abito, o vizio, ehe di-re vogliamo-, poiccheakuni a fumareassuetatt,desto stesso aliener non si pos-sono: e di loro st puö dire con S.Ciprja-no: C«eco lumen, Jurdosermonem , Japien-tiam bruto offerre, labor irritus .Ciö av-viene anche a coloro , ehe agli altri usidei Tabacco anche si avvezzano » ciocin polvere, cd in corda.
45. Ha il Tabacco in se unaqualiti,detra da* Medici Tbtegmagoga , ciod buo-na ad evacuar la pituita, e le altre umi-ditä dei corpo , tirandole fuoridallena-rici, o collo lputo, o per vomito , o per
eva-