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Tomo I.
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Del Tobacco - Gap. Xlll. Art. VII» 547

'ftto mescolato nel suo sale un sugoolcaginoso; e perö rilascia benignamcn-te , reca nausea , ed ha forza astringen-de . L‘ Hemmagoga , tirando la pituita,e le aeque , e vacuando jier lo na so , per

10 Iputu , per vomito , e per seccll'o . L"eeiauea , c toracica ; per6 opera mara-vjglioii ertetti in quelle parti negli af-ictupuilreddi: nutrisce gli fpiriti vita-

11 , cu animali , e conserva il calor natu-rale colt’umidoradicalc»

6<r. iiavinoscome riferisce Luigidel-la labra ) lo diee freddissimo , ugua-giiauJoii in tutto coll’ Hyojäamo delr cru . Scrodero vuole , ehe lapiantuiresca prima riscalda , asciuga ; poi sec-ca ,c meide; ma la seccata prima riscal-da, e Iccca: poi incide , asciuga , e ri sol-ve; pero la disse apopblegm-iti^ante, ano-oma, vulneraria, vomitoria,ecc. Olman-no e desto stessoparerc:; arfermando,ehe le srondi fresene piu doleemente ri-scaldano : le sccche piii fortemente.Etmullero asscrisce , ehe li compone diabbondante liste volatile acre , ed oleo-so crasso ; pero esserc alquanto amara ,moito penetrante; e percio pungente,c purgativa, e per 1’olto crallo averevirtii lonnifera . Villis disse, ehe costadi solso narcotico . Tutto cio confcrmadclla Fabra ; perche le frondi seccatedanno odor grave : e masticate ferisco-no > c pung mo fortemente la lingua,il palato , e le fauci con un’ acro-sali-»o , cioc salso sapore : c risolutc colla_»Chimica , danno aequa alquanto salsa,di odor grave , ehe sacilmente svaporalo spirito, e ehe moito ubbriaca , ed un’«lio puzzolente grasso, ed c contrarioali'odorato , ed al gusto , e dannoso atutto il corpo , e velenoso , portando1’ esempio di un Chimico . Bruciate lefrondi, dalle sue cencri, secondo Ok-mannosti cava un sale ümile all’Ammo-niaco : e secondo il Boile, riferito da"Ttinullero Com. Ludovic. tit. t. de seleef,remed. in gener, nitriforme .

70. Varj medicamenti pero» o colla

sola fronda , o con altre cose unite, stforma no da’ Medici , secondo 1 bilu-gni . Osmanno Ioda le frondi mangiate,ed inghiottite ogni mattina , per ia po-dagia . Zuvelfcro in Tbarmac. Reg. nl-iim.-edit. pag. j 12. le Ioda in ufoener-no in forma di em piasti o » o inaltro•modo, per 1’ostruzi -ne della milza . IIMonardcs le Ioda per dolori di teiia,ca-gionati da freddo , ponendo lc frondicalde sipra il dolore, c ripctendole:ed alcuni le ungono coti olio di fiori diAranei; cosi per catarro, o altra cagio-ne iredda iopra il collo incordato . Masono molti i rimedj, e le virtii ili quest’erba , ehe la dicono Regina dell' altreerbe ; onde il Monardcs , il Clulio,1 ’ Everarto , il Neandro , il Magneno ,e moltialtri, ehe dagli stesti han pre-sso, moito hanno seritto in lode dell er-ba stessa a dope rata ne’ medicamenti: elo Stella ncl cap. 39. ne numero molte ,di cui dissufamente scrisse .

71. Le frondi riscaldate sotto la ce-nere, ed applicate piii volte sopra i luo-ghi del corpo,giovano ne’dolori di ven-tre , dolori colici, ed altri mali, cagio-nari da’ flati, ventolitü , e freddo : ne’dolori nestitici, o di calculi, per repri-mere le indigestioni , e 1’ ubbriachezza.Due o tre goccie dell' aequa distillaradiquest’erba,bevute in un cucchiaro dibrodo, rompono la pietra delle reni, emandano fu ori le arene , come dicono ilZacuto , il Sennerto , e ’1 Mercato : ede piü sicuro colle foglie nostrane non_,adulterate . Giovano le frondi a’ doloriuterini delle Tonne , a dolori articola»ri, applicandos! a ruhe sopra il s go:allatigna de’fanciulli , a' pidocchj , a farrinvenire il pelo , e i capelli , alia forfo-Ta del capo , a diversi mali elegii ncchi .Vale il sig, contro la sjrdita,caghinatadall’ uniditi c freddezza , a dolori del-1’ orecchie , alle steife ulcerate , »lioulcere del naso, alie impetigini del vol-to , alle scrofole , alie ferite , alie pia-ghe» a’ veleni, e ad infiniti altri mali,