44 JJiorJeüs Gemme , e delle Pistre di Giatinlo G imma. Ub.V.
nell’ anno suddetto ; ma il Sansovinonella sua Vene.da lib. i dice, ehe queiDoge su eletto nel 1137. e ehe morstnel ii78.e Giovanni Palazzi concordacol Faroldo ne’ suoi Faß.Dncal. Ä sser-mano tutti gli Scrittori delle cole diVenezia , ehe quando incomi neih adornarli di Musaico la Chiela stessa, l’A-bate Gioacchino fece lavorare ne! pa-vimento , composto di minuti pezzi diporfido , di serpentino, e di altre pistrepreziose , e nelle mura ancora , moltehgure lrmboliche di animali, per signi-ficare le cofe da succedere ,e lin’ora siveggono di Musaico ; e nella Porta delSantuario , o fia Tesoro delle Reliquie,je immagini di S. Domen ico , e di S.Francesco, prima ehe questi nasseste ro»ma di tutto ciö ne abbiamo piü diH u-samente scritto nella nostra Idea del-l'Jßoria dell' Italia letterata , cap.26.
A R T I C. III,
De’ moderni Mnfaici .
i. (T< Ono infiniti i luoghi , ehe
ij de’ Mufaici antichi riferi-re si poflono* ma non vi e dubbio, eheerano meno perfetti de’ moderni, e ehelial’Arte perfezionata.Scriste il P.Lau-cellotti nel Tom. 2. delFO-pßdi nel finedel Dißnpan. i f.che dee ce 5 erc il raodod’incastrar pietre preziole con quelle dipietre s Musaico da’ past'ati j ehe licco-me noth in S. Marco a Venezia, ed aMonreale di Sicilia, ha cofe cosi rozze,ehe fanno ridere ; non ehe eccitino di-vozione; e ehe le piü belle (ono le mo-derne di Federigo , e Taddeo Zuccari.Lo stesso avea prima asserito Aleisan-droTassoni nel lib.10. de’ Fenfieri,c.ap.* 9 - scrivendo , ehe sono i Mu fasst atanta perfezione oggidi ridotti , ehemeglio non si puh far col pennello i ebeuche alcuni pezzi di antico se neconlervino in Roma di coldre beililsi-jni > nou li veggono pero figure umanc
da poterii a quelle de’ nostri assomi-gliare ; e celebra la Cupola di S. Pietroin Roma tuita ornata di Musaico su idisegni del Cavalier Giuseppino , e iquattro Dottori della Cappella Grego-■riana , ehe dalParte del pennello supe-rar non li possa. Soggiugne alcresi, ehel'aranno memorevoli 1 quadri dellaReal Cappella de’ Medici in Firenze,sondata dal Granduca Ferdinando;scorgendoli un Tempio tutto fabbri-cato di Diaspro : e’l Diaspro del muroe diviso da alcuni quadri colonnati diCristallo di Monte, ne’ quali sono figu-re umane, di animali , e di paeii, di va-rie minutillimc pietre , con tanta artecommelse inlieme a pezzetti minuti,ehe senza pittura superano ogni pictu-ra: e sembrano una stella pietra , ehe invarie vene , monti , e figure con mara-viglia rappresenti , come se fosse al-cuna delle pietre figurate naturali , dicui scriveremo al suo luogo.
2. Sono pure nelle steffe Citta , edin altre nobili Musassi : e nella Chiesamedeiima di S. Marco in Venezia sono,i lavori alla grandezza di quella Re-pubblica non inferiori, essendo la Chie-sa tutta e dentro, e suori assai ricca;an~zi in ciascheduna lua pavtev e non vi eluogo , ehe o di manni , o di Musaiconon liacoperto . Le sole prezioseCo-lonne, al dir di Fedele Onofri, sono264s. e per lo mantenimento de’ Mu>-saici vengono stipendiati dalla Repub-blica i Maestri, cne secondo il bisognogli rinnovano-.- Leandro;Alberti , ehescrisse nel 1 yvo. confesso , ehe sarebbegrandifficultä ritrovare altrove tantecole preziole inlieme. ragunate i e eheavea Vedute cosi nell’Itaha,, come tuo-ri , e lpezialmente in S.Dionigi pressoParigi, assii cole di prezzo ; ma ehenon avea tanta preziolkä osservato in-freme unita , quanta in S. Marco i di-ch iarandofi di non poter deseri veretutto que i io ,'che vi era di prezioso, sinda quei tempi.
3. Nel-