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Tomo II.
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/a lßor Jette Gemme, e delle Pietre di Giacinta Glrnma.Ub.V.

ra s fumata; e fi mesoolano i colori , eilunifcono piii facilmente . Ingestate Jetavole , o quadri, gli radeno : e datovi«juattro , o" cinque mani di colla conttna spugna, si dipinge co’ i colori ma-cinati coll’olio di lerne di lino , o dinoce , e questo e migliore , percbe nonsifagiallo. Usano farvi l’imprimituraprima colla mescolanza di colori sec-cativi , come biacca , gialloliuo , terredi campane tutte mescolate in un cor-po, e di un color solo . Altri per mino-re fatica fanno rimprimituracon ter-ra d’ombra yt rostä macinata con oliodi lino . Anche nel muro si puu pinge-re ad olio, quando e fecco, ralchiando-si; percbe divenga liscio, e dandoli so-pra due, o tre mani di olio bollito ecotto, sinche piü bevere non lo poslaipoi II pone l’ifnprimitura , e seccata sipinge ; potendoli melcolare di conti-nuo ne’ colori un poco di vernice.Altrimodi tengono i Pittori , sacendovi so-pra lo stucco a lor modo sccondo lesperienze satte . Dipingono ad olio tule, tele comode a trasporcarsi con pocopeso, ed awolgerle ; ed alcuni vi fan-po una pasta di farina con olio di no-ce , ponendovj due, o tre macinate dibiacca : e quando le tele hanno avutotre , o quattro mani di colla dolce , eehe fia pasta ta da una parte all’altra,con un coltello danno la pasta , e collarnano li turano tutti i buchi. Datevipoi una, o due mani di colla dolce, in-di l’imprimitura, si dipinge. Su le pie-tre li sono serviti delle Laltre di Geno-va, ehe nella riviera si trovano , e sonoserrate in se, ed hanno grana gentile, epigliano il pulimento . Hanno ancheprovate le pietre piu fine, come i Mar-mi misch i , i Serpentini , e porfidi , esimili , ehe estendo lilei, 11 attacca lo-pra il colore ; ma quando la pietra er uvida ed arida, molto meglio s'inzup-pa, e piglia Polio bollito,e’l colore, Cc-me alcuni piperni , e peperigni gentili,non arenati con arena , o lassi di tuso,

A questi non si dä colla i ma i’impri«mitura di colore ad olio, e secca poi sipinge, corne dice il Vasari.

9. 11 Dipingere a guazzo e con col-le, 0 gomme; e si ula lu le tavole, e te-le , gestandest prima con gesto , e collacarniccia, e poi 11 pinge.

10. li Dipingere nelle mura diChiaro Jcuro di varie terrette, eusatonelle facciate de' Palazzi, delle Cafe,ed altre; mostrando , ehe quelle lienodi marmo , o di pietra, colle istorie in-tagliate , o contraffacendo le varie spe-zie di marmo . Si fa tal lavor o o lu letele , o a fresco ; e si sanno a f'resco icampi colla terra da sar vasi mescola-ta con carbone macinato , o altro neroper fare le ombre piu scure: e bianco ditrevertino con piu (curi , e piu ehiari,e II lumeggiano col chiaro sohietto , econ ultimo nero agli ultimi scuri.Deb-bono avere spezie di fierezza , disegno,sorza, vivacita , e bella maniera , ehe •mostrino arte, dovendosi vedere di lon-tano . Con queste s’imitanole figure dibronzo,le quali col campo di terra gial-la,e rosto li abbozzano, e con piu icuridi quello nero,e rosto,e gialio li sfonda-no, e co gialio Ichietto li sanno i inezi;

e con bianco e gialio si lumeggiano.Quelle, ehe li sanno per Archi, e Com-medie , o Feste li lavorano colla tela,ehe sia data di terretta , cioe di quellaprima terra schietta da sar vasi, tempe-rata con colla; ed altri la fanno di gestocon poco di terra nera •. e bilogna ba-gnar la tela di dietro ; acciocche uniscameglio i chiari,e gli Icuri. Si adopera-no biacche per bianco, minio per da-re rilievo alie cose, chepajono di bron-zo; e giallolino per lumeggiare sopra ilminio . Per li campi, e per li scuti lemedesime terre gialle , e roste , c i neri,ehe si ulano a fresco . Si ombra ancoracon altre sorte di chiari, e Icuri, comecon terra d’ombra , alia quale si sa laterretta di verde terra , e gialla, e bian-co j limilmente con terra nera , ehe e

un’al-