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Tomo II.
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Dell'Arti dcila Pilturn > Cap, 1I1> Ari. W. f f

Niello, il quale fondendosi , e scorren- Antonio Tempesta ad aequa forte in-do, riempie tutti gl'intagli. Raffiedda- taglib moki rami di battaglie , di cac-to poi 1’argento, ii raschia , togliendo- cie , e d’animali ; e cosi moki ancorasi il soverchio, e colla pomice , poi con ' di varie nazioni; dei ehe ditiulamenteun cuojo li pulisce, e ii riduce Fargento abbiamo icritto nell’l^rf Aeli' Uhr. de l-al vero piano . Lavorb con eccellfnza 1'ltalJetter.Tom.i.cap.^z art.l. 11 sod'

1’Orefice Maso Finiguerra di Firenze inogni metallo con questo niello , ed eglia caso inventö 1’Arte di abbolinare , ostampar figure.

16. LArte A'In t apii are ne' rami eannoverata tra i Monocromati, o Pittu-ra de’ Chiariscuri, ehe fu invenzionedegl’Italiani nel Secolo XIV. Soleva lostesso Finiguerra prima di riempire di

detto Ugo da Carpi fu mediocre Pitto-re ; ma in altre fantasticarie di aciuiisi-mo ingegno j e dipinte ad olio lenzaadoperar pennello j ma colle dita , eparte co’ fuoi capriccioli instrumentiuna Tavola , e postala in Roina in unaChiesa, il Vasari, ehe la vide, la mo-strb ridendo al Buonaroti, con cui udi-va Messa,e ehe vi era icritto, come

niello la cosa intagliata , improntarla fatta da Ugo senza pennello insp uo ilcon terra, o gettarvi sopra solfo lique- Buonaroti , ehe meglio sarebbe stato,fatto , e datavi sopra una tinta ad olio,e premutavi la carta umida, pareanole carte disegnate come a penna . Bac-cio Baldini, anche Orestee, osservatal’invenzione , volle metterla in-uso: edAntonio Pollajo , ehe nacque nel 1426.perito dei Disegno perfezionb moltoFarte ; e cosi si trovo dagli Stampato-ri il modo di fare le carte fu le stampedi rame coi torcolo . Ugo da Car-pi ad imitazione delle stampe dirarste trovb il modo delle stampe dilegno, intagliando in legno di pero , odi busso, e le fece di tre pezzi; nel pri-mo tutte le cose prostlate, e tratteggia-te ponendo* nel secondo quelche e tin-to a canto dei profilo coli’ acquarellaper ombra: e nel terzo i lumi, e’l cam-

che avesse adoperato il pennello , eFavesse fatta di miglior maniera.

l7- L’Arte dello Smalto e spezie.di Pittura , e Scoltura , ed e lavoro inargento, o in oro : ha bisogno d oro 6-nillimo quando si lavora lu 1’oro cosidell’argento , ed e arte ben nota agliOrestei.

18. La Tatißa , 0 Lavoro alia Da-mafehina e cosi detto perche si lavoracon eccellenza in Damasco , e per tut-to il Levante , donde vengono bronzi,ottoni, e rami commeilt d argento , ed’oro con arabeschi. Si fanno in eisi la-vori piani, o di mezo, o di basso rilie*vo, e se ne sono fatti dagli Antichtanelli di accido con meze figure, e fo-gliami F e da’ Moderni annulure da

po ; lafciando il blanco della carta in- combatterq, lavorate tutte di arabeschivece di lume, e tingendo il resto per d'oro cornmelTi, staffe, qrcioni di Seile,

campo. Dice il Coronelli nella Biblh-teca essersi introdotto 1’intagsto abu-lino in modo , ehe pub stamparli concolori diversi , ed una nuova manieraancora d’intagliare i rami, ehe dicesi

e mazze ferrate * ed ora ii ulano forni-menti di spade, di pugnati, di coltel-li, e d'ogni ferro , ehe ornare li voglia.Cavali il ferro in soctosquadra , e perforza di martello li commette 1 oro in

Sfumato , assai piü delicato, e faticofo; que lio, fatto prima lotto una tagstatu-ma di poca durata. S’intaglia ancora raaguifa di lima (ottile * sieche 1 orocoll’acqua forte , e varj celebri Pittori viene ad encrare ne’ cavi di questa , edsi sono applicati allst ntaglio,come Bal- a fermarvisi . Con ferri si dintorna , edatarre Peruzzi, Francesco Parmeg?ia- con garbi di soglie , o.con girtrequ- l-no , Antonio daTrento,ed altri^j ed ehe si vuole, e di tutte le cose con fili

di