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Ißor.äelle Gemme, e dtlle Pietre'di Giacinto Gimma.LibV.
modo le insuccidiava , ehe pareanovecchie ; eparagonatele colla propria,ston si conolceva l’una dall’altra, comenarra il Vasari - II secondo e col lapisrosso , o nero , di Amatita , o pure colcarbone, ehe usano di sario di lentisco,o di salice , lottile, e questo e il piü co-naodo, e perfetto modo; anzi il piu fa-cile ; poicche se ciö, chesi fa ful dise-gno , non riefee, o tutto , o parte ehelia , colla mollica di pane si cassa , e iirifä.E’ tenuto ancora ottimo modo pergl’ignudi, e per esprimere ogni estre-ma persezione del disegno ; maffima-xnente , se la carta sia di poca colla , efeil Iapis , o il carbone sottilenonetroppo morbido, o duro, e leggiermen-te trattato . Si danno i tratti dopo ilcontorno con destrezza, acciocche nonapporti crudezza all’occhio, ne durez-za alcuna . Il terzo modo si dice conacquarella invece d’ombra ; perche fila colla penna so la carta il contorno:ed invece de' tratti, fi fa con inchiostrol’ombra: pigliandosi un buono inchio-stro con acqua chiara , c facendoli duemeze tinte , l’una dell’ altra piu chia-ra , divise in due conchiglie di mare, econ due pennelli. Si da con uno la tin-ta senra, coU'altro la chiara : e bagnatocoU’acqua pura il pennello , si uniste,e ii ssuma facilmente , prima ehe leombreli ascinghino . Il quarto ha lecarte tinte di qualche colore senza cor-porer farci apparire i lumi nelle som-inita , e dicesi Chiarojcuro , solo disse-rente ne’lumi, ehe li aggiungono col-la biacca sottile distemperata collagomma Arabica alquanto saldetta . In-finiti altri modi ancora si cosiurnanonel disegnare* de’cjuali i Professori han-no la loro pratica , e i loro modi ; maVsoiano st-nza far disegno , caccialidosiavanti lecose vive , e naturali , con-trastacea co’ i colori, e macchiava col-le tinte crude , e dolci, sccondo ehe ilviVo mostrava; tenendo per sormo, eheil dipihgere solo co’ i colori st eso, stuza
altro studio di disegnare in carta , so fi-le il vero modo, e '1 migliore di fare,e’l vero disegno . Questa maniera nonapprova il Vasari nella Vita di Tizia.no steslo ; perche l’Idea non pub vede-re , ne immaginare perfettamente in sestessa l’invenzioni, se non apre e mostrail suo concetto agli occhi , ehe l'ajuti-no a farne buon giudizio : e fopra gl*.ignudi bisogna fare grande studio conmettere in carta : e quando altri hafatto Ja mano disegnando in carta, conpiu agevolezza potrrl dipignere , ed a-verli pratica dell’arte j oitra ehe, dife-gnando in carta , viene ad empirsi lamente di belli concetti .11 Buonaruoti,perb, quando vide in Belvedere a Romail Tiziano,che pingea una Danaejcom-mendb la maniera del colorito ; madisse, cheera un peccato , ehe a Vene-zia non li imparasse dal principio a di-segnar bene.
r;. Numerb dodcci modi del di-pingere Vincenzo Giustiniani, Mar-chele di Bassano, in una Lettern ,fcrittaall’Avvocato Teodoro Amideni, postanel dell’Ab. Michele Giustinia-
ni, ed e la Lett. 8s. Il primo e con glispolvati, ehe poi, secondo il genio delPittore , colori re si possono . 11 2. e iicopiare da altre Pitture , e si la collaprima e sesnplice veduta , 0 con piiilunga osservazione , 0 con graticola-zioni, 0 con dilucidazione . Rieh jedeeib diligenza, e pratica grande nel ma-neggiare i colori, per bene imitar l’ori-ginale : e quanto piu diligente saril ilPittore, tanto piu sarä meno conosciu-ta , e migliorata la copia . Il 3. e fapercol disegno del lapis, di acquarelle, diombre, ed in penna copiare quelcheall’ occhio si prefenta:e ferve assai que-sto modo a chi alia Pittura si applica.
Il 4. e (aper ritrarre bene le personeparticolari, fpezialmente le teste , eheiieno simili . 11 f. e sapere ritrarre sio-ri, ed altre cosc minute , e bilogna,ehefappia bene maneggiare i colori, e giu-.
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