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Tomo II.
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DegTlnganni defla Piitüra . Cap.uhArt. VI, 75

fece i paesi , e sopra 1’erbe alcuni uc-celli •. e‘posta ai Sole latavola , i veriuccellivi volarono intorno : ecib nar-ra ii Bisagno.

Riferilce Federigo ZucCaro nelYrattJell'hha Ub.z.figl.zK. ehe un Ri-tratto di Carlo V. di mano di Tiziano,ipgannb molti Principi, e Filippo iuosigliuolo , ehe fu Re di Spagna j poic-che, posto il Ritratto avanti un tavoli-no, ingannato incominciö a trattar se-co negozj. Delio stesso Tiziano narra ilP. Rolignolicol Vasari in Lit. ehe eb-be gli applauli di tutta Roma per i’ ef-figie di Paolo III. Papa, da lui formatacosi al naturale, ehe eilende riposta adun balcone , i passaggieri, riputando-la la stella pertona di Paolo , s’inchina-vano a farse riverenza. Cosi un Ritrat-to di Leone X. Papa, fatto da Rafaellod’ Urbino , ingannö il Cardinal PeliaDatario , ehe presentö Bolle , calama-jo , e penna a far la Signatura , ingi-nocchiatoal ritratto steslo, come follevero.Altro ritratto d’Innocenzo,cli ma-no di Diego Velalco, posto nelle stanze,ingannö un Cameriere legretoionde u-seendo comftdo il lilenzio, dicendo, eheil Papa per le stanze passeggiava , comeriferisce Carlo Malvasia nelle Vite de''1‘it tori Eolognefj .

4. 11 Berazzano, Milanefe, assai ec-cellente in fare paeli , erbe , animali ,ed altre cofe terrestri , volatili, ed ae-quati 1 i i ma non diede opera alie figu-rejfece in un cortile a fresco certi pae-ii cosi bene imitati , ehe essendovi di-pinto un sragoleto pieno di fragole ma-ture,acerbe, e fiorite, alcuni Pavoni in-gannati,tanto spesso tornarono,che bu*c i? 1 . ono a LLlcina dell’ intonacato . DiFilippo Lippi,Florentino,dice an ehe ilVasari, ehe nella Cappella degli Stroz-21 dipinse maraviglie , tanto sono na-turali ; e linse in certe scalelabuca,e . a r °tturad’uno scaglione tanto bene,VC ]j e ^° *’. na * cl 'a 11110 ^ e ’ garzoniueilo lteno Filippo riporre una cola,Tom, 11.

ehe non fosse veduta da uno, ehe pic-chiava per entrare, corse alia buoa cosiin fretta per appiattarvela dentro, e nerimase ingannato . Antonio da Corcg-gio in 8. Antonio di Padova, come di-ce lo stesso Vasari, dipinse in una Ta-vola Maria Verging , e la Maddaiena ,ed un putto, ehe ride, tenendo, a guisad’Angioletto,un libro in mano,e muo-ve a riso chi lo guarda , anche i Malin-conici . Giovanni da Udine dipinsenelle Loggie dei Palazzo dei Papa al-cuni Balaultri , e sopra queili un tape-to:e bilbgnando ungiorno uno in fret-ta per il Papa, ehe andava a Bei vedere,un Palafreniere andb correndo da lon-tano per levare un tapeto dipinto, cre-dendolo vero. Il Marchesedi Mantova,presentato dal Granturco per un suotlomo con un Cane , un’ Areo , ed unTurcasso, fece ritrarre nel suo Palazzodi Gonzaga il Cane , e '1 Tureo , ehe1’avea condotto , e 1’altre cole da Fran-cesco Monlignori di Verona,Pittor ce-lebre . Giunto il Cane vivo di Cort*ove era il dipinto sopra un bafamentosinto di pietre , perene odiava a morteil vero Cane Tureo , si lancibcontrocon tanto impeto, che.percosso il caponel muro , tutto se lo ruppe . Bencdet-to Baroni avea un quadro dello stesloMonlignori colla Madonna dipinta adolio, pocomaggiore di due palmi , edera di mezo bullo, ed a baslb eravi unputtino dalla spalla in su coi bracciostefo in alto inatto di accarezzare lamadre . D. Alo uso di Castiglia , edAlarcone, famoso Capitano, stando iaVerona in cala dei Conte Lodovico daSesto,Veronese , vollem vedere il qua-dro ; e mentre la sera lo contemplava-no a buon lume , Caterina, moglie deiConte, andb ove elsi erano con un si,gliuolojche avea in mano uno di queglillccelli verdi , ehe in Verona diconiiTerranzi *, perche in terrä fanno il ni-do , e come gli Sparvieri in pugno liavvezzano. L’Llccello veduto il pugno,K e ’1