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Tomo II.
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»rr lstor, defle Gemmet e dtlle Pietre di Giacinto Gimm<t,Lib.V.

fitrovata a caso , ehe era in forma dilingua ; ma piu breve di grandezza,«ii color di ferro , con alcune venelosse , e sanguigne : renuta in manomoifrava un’ umor lento : e gli parve,ehe aguzzava 1’ingegno, ed accrescea1’induitria: era molle: e stimb verisi-mile , ehe avesse forze egregie , e eheera di un suo proprio genere ; ma esolito il Cardano di narrar maraviglie,A dar sede a cose vane.

Dtlle Pietre , ehe segnano.

C A P. XIV.

F Orma Aldrovando nel Cap. 22. iltitolo delle Pietre , che'stropic-ciate mandano tuori qualche sugo e videlcrive !'pmatite , lo Smeriglio , loSchijlo , 1 ' Amianto , delle quali abbia-mo in altri luoghi scritto z di alcunealtre perb qui feriveremo . Stimandoehe il fugo sia proprio de’ corpi umidi,e ehe molte di questa spezie di pietresonosecche ; formlamo perb il titolo diquelle , ehe segnano , delle quali trat-taremo in questo Cap.

A R T I C. I.

■Del Gesto , e della Calcina.

t. O I cava il Gesso dalle pietre bru-s) ciate : e si dice Spat da’ Ger-mani , du P lastn da’ Franceli, Plai-ftre-stone dagl’ Inglesi , come riseri-sce il Carleton . La sua pietra e bian-ca, molle a guisa dell’ alabastro : equando leggiermente si brucia , si faquesta Calcina» chiamata Gejfo ; e sene vagliono a formare Statue grandi,e ad altri usi : e mescolato con polveredelle pietre dure , polvere di piombo,* larte, diviene vera pietra , e se i co-lofi vi si aggiungono, si fa simile alMarino, nel peso , nello splendore, enel colore, copae dice lo stesso Car«Jetgp.

2. Il Gesto e come la Calcina ; main molti modi differente; perche laCalcina bagnata dali’ aequasti accende,con quella ll nutrisce , e lungo temposi conserva ; ma non cosi il Gesto . Di-cesi Calcina quella , ehe e cotta , bian-ca, si riduce in polvere , e coli’ aequali accende; perche quando e cruda , sidice Pietra Calcaria , ehe e dura, hapeso , non si icioglie coli’ aequa , ne siriscalda . Scrodero tcriffe , ehe questae grisa , di cui, a forza di fuoco, si fa lacalcina, atta per li muri ; ma appo no!si fa calcina anche da altre pietre bian«ehe . Tutte le pietre 0 si mutano in ve-tro, o in calcina : e quelle , ehe fannocalcina, non possono farsi vetro . Cosiquelle, ehe si fanno vetro , non dannocalcina ; perche si riducono in vetro,prima di calcinarsi, come afferma ilBecchero Phyfic. fuhterr. lib. 1 -feli. 7 -cap. 1. num. 2. Dioscoride insegna Iamaniera di far la Calcina viva per usodi Medicina , dalle ostriche, chioccio-le marine , e da ogni altra Ipezie de’Testacei, dalle scorze delle uova, dal-le pietruccie de’ lidi , e da’ marmi,tutti bruciatijsinche divengano bianchinslai : e ne deienve la virtu , come an-cora Mattiolo.

3. Si trova la Calcina , oltre 1 ’arti-ficiale, anche la naturale : e nelle terre,ove ella e , non si trova Gesto ; cosinon vi e Calcina , ove il Gesto li ritro-va. La miglior Calcina e quella, ehe fastrepito quando si bagna, e si accende,e quando e nuova . e la vecchia e pnidebole j perche vi e entrata 1’ aria, edil fuoco e diminuito . Dice il Renodeo,ehe la Calcina , e '1 Gesto , sono i duelegami per unire le pietre nelle fab-briche de’ ricchi i perche le cale de’moveri si uniscono colla terra , e coioto solamente ; ma cib non e in ogniuogo; elsendo diverso 1 ’uso delle Re-gioni dei Mondo. In alcuni luoghi sifanno ic fabbriche di legno; perone dilegno abbondano; in altri di earine» e