4 3 8 IßorJelle Gemme, e äelle P tetre äi Giacwto Gimma. Lib.VI.
do il tempo II muta, sudano di manie-ra, ehe aneor la neve resta tiuta: evenendooiu qualche pioggia» 1 acqua,ehe scorre per quelle pie^ re *3 rofleg-oiar la neve , Della Neve cerulea cosi(1 legge nell’ Atlante Cosmog rn ph. delMercatore , trattando dello StrettoMaoellanico •• QjJn tamen AntarBicocircula elf, confiat mag na ex parte mon-t'satn , aesylveftrem eJJ'e regionem, con-tinuis nivibiti rigentem . 'Non defuerequi Cyanei coloris ttivem illic invenirivellent , quod ego in medio relinquo .Francesco L,opez\le Gomaranell’ Ifior.Aell'lfole Occident, part. 2 . cap.yi.infin.scrivgndo dello stestb Stretto di Maga-glianes fa menzione di una Costa per liclue latialciisima, terra sterile , e fred-da , durando quali tutto 1’ anno ia ne-ve > e benche alcuni diceano, ehe eiera neve celeste in certi luoghi , eglidice, o ehe sia cib bugla , o ehe stia laneve in lnogo, ehe avelle quel colore:« cib pure conferma Alfonso Ulloajnella Vit, di Carlo V• Impera dor e, lib. r.cart. sy. Si fa ilGhiaccio simile al ve-rro trafparente » e pub perb ricevere ilcolore , ehe nel Cielo apparifee , o al-tro, ehe gli e sotto, o vicino ; manon e cosi facile alie nevi ricevere jlcolore altrui , non esiendo trasoarenti.Si puo fare solo oscura , quando e ple-na di loto, ehe luole essere osouro: ecosi potrebbe apparjr rossa , o celeste,quando folle di tal colore il loto e fof-fe possibile , ehe la terra tutta di talloto ugualrnente abbondasie ; jl ehe nemeno e cofa facile,
s. Pisse Plinio , ehe nell' alto ma-re non vi sia neve : e Francesco Alva-rez De Peb. Mtbiop. cap , jl sy. narra, ehenon vi sia nell’Etiopia , benphe ivi ilGhiaccio si ritrovi: e cib ripetono ilGiostone, e’l Majolo Tom. i. Dier. Ca -nie. Colloqu. i. ma ne’ paeli Scttentrio-nali, e ne’ loro alti mari intere Mon-tagne di ghiaccio si veggono , comealtrove absiiam detto , trattando dei
Cristallo . Abbondano di neve que!luoghi, e sono coperti gli alberi altis-limi di neve cosi continuata ne’ rami,ehe lasciano vuoto il luogo sotto glialberi st etsi, come in un portico, sper molte miglia si pub camminaresotto di elsi fenza neve , ia quale e so-pra , ed altilsima , come ferisse OlaoMagno. In alcuni luoghi e quali per-petua , come perpetuo 1’ inverno : srnoltitudine grande di Uomini passapericulo di restar sepelita nell e nevi:ed usa no i pali, ed altre industrie perconoscere 1 ’ altem di esse. Si fa ilGhiaccio anche fenza la neve ; perchebasta il solo freddo a formarlo : ed at-testa il Surio nell ’ anno j f o i. ehe nell aMoscovia da alto i’ acqua buttandosi ,prima ehe giunga in terra si conge-la . Sono maravigliosi i sreddi , e jghiacci ne’ paeli del Settentrione ; per-che ivi i Mari, e i fiumi si agghiaccia-no in maniera, ehe per 1’ uso nientedisserisoono dalla terra ferma , cam-minandovisi sopra con cavalli , concarri, come sopra la terra stessa : e nar-ra Alberto Crantzio, ehe piu volte eon-gelato il mare dal gran freddo , dal si-do di Lubepca si andava in Danimar-ca, e nell a Pruisia a piedi, sorman-dosi nel mare stesso gli Ospizj, e le O-sterie, come dice Olao Magno lib. i.cap. i’. Cosi narra ilßotero nelle Bp-la&.Vniverf.part.i.lib.i. trattando dellaScandia , ehe e baguata dal Mar JBalti-c° , agghiacciarsi d’ inverno tanto ec-celsivamente , ehe vi si cammina so-pra con certe Carrette , ehe quelle gen-ti chiamano Sleiten : ed alie volte gliEsercici intieri passano a piedi dal con-tinente all’ Isole. *Scrisse il P. Nierem-bergio Hi lior. Natura lib. 16. cap. 69.ehe ne’Monti avanti il Regno di Ti-bet , ove nasce il Gange 6ume , i pas-saggieri, perche ivi e continua la ne-ve , acciocche non sieno ossesi negliocchi dallo splendore della bianchezza*e della luce della neve > usa no occlhdi
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