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Tomo primo.
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h'illon (ss) &c. qu ’ il mourut le 9. lanvier 1642. agi de 78. antPer quel che si vede, questo Signore Francese non sapeva , chein Toscana si tengono con somma esattezza i Registri pubblicidei Battezzati, e dei Morti, sicché ad un’aperta di Libro sipuò sapere il giorno della morte di qualunque Pezzente, nonche di un Uomo sommo come fu il Galileo; ed oltrediciò visono i Libri delle Parrocchie, dai quali si possono cavare noti-zie sicure. Aveva ragione in parte, quest’Autore, ma biso-

f nava che calcolasse la differenza che passa fra la Francia, e laoscana. Chi avrebbe potuto fra noi nel Secolo passato, edanche nel corrente, fino a che durò a regnare il SerenissimoGranduca Cosimo III., stampare una Vita del Galileo, e lodarnele gesta, senza correre dei pericoli, o almeno farsi un deme-rito? Vi fu per altro Vincenzio Viviam suo Discepolo affezio-natissimo, il quale raccolse con grandissima premura, e ricuperòa qualunque prezzo quanti mai potè di Scritti del Galileo, disuoi Istrumenti Matematici, il suo Anello Linceo, il suo Car-teggio , e la sua Libreria, giacché non ne potevano, o ne sa-pevano far’uso, né Vincenzio Figlio del Galileo, impiegato sem-pre in Cancellerie di Comunità, né i due Figli di questi, cioèCarlo, impiegato anch’elso fuori di Firenze, non so bene ssper Cancelliere, 0 Doganiere, e Cosimo, cne addottorato inLeggi, intrapprese poi la Vita Ecclesiastica, e morì in RomaSacerdote della Missione, e per ignoranza , o per demenza tropposcrupoloso, non solamente non venerava la memoria, e gliscritti dell’Avo, ma gli abominava come empj, e giunse ali*eccesso di bruciarne alquanti (&). Esso Viviam messe insiemeanche quante mai potè di Notizie concernenti la Vita del Ga-lileo, e in data de* 29. Aprile 1Ó54., ne presentò un Ristrettoal Principe Leopoldo ; e postillò e comentò tutte le sue Ope-re , e quelle dei suoi più Illustri Discepoli e Corrispondenti, eper fino quelle dei suoi Nemici. Inoltre nella facciata dellasua Casa in Via dell’ Amore, espose al Pubblico il Busto inbronzo fatto da Giovanni Caccini, ed un Magnifico Elogio delsuo Maestro nei grandi Cartelloni ; inoltre ne fece fare da Gio.Batista Foggin! il bel Busto di Marmo, che ora si vede in S.Croce, e lasciò un fondo a moltiplico, col quale ivi gli fosseeretto il Mausoleo, che se fosse stato eseguito trent’o quarantaAnni prima (c), cioè quando il Paese abbondava di bravi Scul-Tom. I. Par. I. tori

(a) Iter Italieam pag. 166,

(b) Nelli Saggio lo. „