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avuto la disgrazia di accecare, poiché vi si tratta di vedereScritture, e di verificare i fatti su i luoghi, e vi fono sparsefigure Geometriche per prova di quanto dice. Ciò non ostante,bisogna credere che egli già aveste perduta la Vista, in età di74. Anni, e fino del i6;8., poiché nella sua Lettera al P. Bo-naventura Cavalieri, in data d’Arcetri li 14. Febbraio 16A.( ab Incar. cioè 1Ò40. St. Com. ) si comprende che egli era giàtribolato, dicendo : sento grande afflizione de'suoi travagli , i qualiaccrescono i miei , che sono tali , che pojso con verità dire di ritro-varmi in uno Inferno terrestre superficiale , poiché non mi avanzamomento di tempo , che io posta passare senza lamentare. TimauroAntiate (a) cioè Carlo Dati, il quale o per se medesimo, o permezzo di Vincenzio Viviam doveva estere informato de’fatti,ci assicura che con essa rispose al Cavalieri il Galileo , quando eragià Cieco , scrivendo per mano del P. Clemente Settimi da Came-rino della Religione de' Chierici Poveri della Madre di Dio . Il me-desimo Galileo poi nella Lettera al Serenissimo Principe Leo-poldo de’Medici , sopra il Lireosforo di Fortunio Licere», e so-pra il Candor Lunare, in data d' Arcetri ultimo di Maggio 1640.chiaramente dice: Ho fatta la da Lei impostami considerazione ,e nel darne io conto a V. A. S. così tardamente , prego che sta ser-vita d'accettare la mia scusa , condonando tutto /’ indugio alla miamiser abil perdita della smista, per il cui mancamento mi è forza ri-correre ali ’ aiuto degli Occhi e della Penna d'altri , dalla qual ne-cessità ne seguita un gran dispendio di tempo , e massime aggiuntovis altro mio difetto , di aver per la grave età diminuita gran partedella memoria , sì che nel far deporre in Carta i mìei Concetti ,molte , e molte volte mi bisogna far rileggere i Periodi scritti avanti ,per poter' aggiugnere gli altri seguenti , e schivar di non ripeterepiù volte le cose già dette. Questa Lettera fu stampata da For-tunio Liceto, da c. 55. a g8r. del suo Libro intitolato de Pu-tite Subobscura Luce prose coniunCHones , & in Eclipfibus observa-ta . Ivi pure a c. i 6 p è una Lettera scrittagli dal Galileo, indata d’Arcetri gli 27. Ottobre 1640., in cui fralle altre cosedice: Pensavo a quesi' ora di poter' inviarle le mie Risposle soprail Candore della Luna , distese in forma di Lettera a Lei me de fi-rn a j e già le avevo quastche ridotte al netto , quando mi è venutoavviso , che il Serenissimo Principe Leopoldo , alla cui Altezza ave-vo in prima scritto.st maravigliava che io avessi mutato concetto ,solo per dubbio che dovendo tali mie risposle esser pubblicate con lesìampe , vi foste inserto il Home glorioso di Sua Altezza; cosa
aliena
(«) Lettera a* Filateti della vera Storia della Cicloide a c. z.