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trebbe 'ar P Esperienza nel stivalo delle Cantine ì di enervare i Cerchi ,che da’le cadute di diversi gravi , o da quelle del medesimo , macadenti da diverse altezze , si fanno in acqua : questi fare che sup-ponga il Gassendo spargersi tutti in tempi uguali , e con moto equa-bile ; dico che pare che ei lo supponga , perché in una Esperienza ,che injeme co’Signori Molar a e Vivi ani , ne feci lungo le mura aquesti giorni , ci parve il contrario. Bisogna adunque supporre ;che questo Scrittore fosse persona di qualche merito , poichéera ammesso alla Compagnia di Vincenzio Viviam Gentiluomo,e del Conte Cav. Molara Paggio di Valigia, e poi Gentiluo-mo di Camera del Granduca {a). E’altresì verisimile che eglifosse Cortigiano, mentre al Num. 65 . racconta un’Esperienzacirc’al Moto de' Proietti , fatta fare dal Granduca ne’2. Aprile1662. nella Fortezza Vecchia di Livorno, e al Num. 85. unaSerie d’ Esperienze fatte fare dallo stello Granduca nella RealVilla d’ Artimino, dal dì 14 al dì 29. Settembre 1657. permisurare 1 ’ umidità dell’ Aria. Finalmente al Num. 7 6. ci haconservata la memoria d’una bella avvertenza del Galileo,circ’alla Teoria de’Galleggianti, in occasione d'un disordineaccaduto nel fare il getto della Campana del Duomo .
Fra varj fogliacci sciolti che trovai nella Biblioteca Segni,vi erano pensieri, e schizzi di Macchine per la Fisica Sperimen-tale, rozzamente accennate, senza descrizione, o spiegazione,sennonché ed alcune di esse vi sono segnate le Lettere, che do-vevano essere correlative a qualche Spiegazione, e ad al-tre è notato brevemente il Nome, o Tufo della Macchina, dìmano di quel medesimo che aveva scritta la Kota d' Esperienzefatte dal Serenisi. Granduca di Toscana , che io ho copiata ne 11 'Appendice al N. XX.. Quindi con tutta verismi i^lianza, an-che queste Macchine Fisiche appartengono non ali Accademiadel Cimento, ma al Granduca Ferdinando IL come le altre so-prannotate . Io ne presi allora , alla meglio che seppi, una Copia ,che ho poi fatto rimettere al pulito, conforme alla Nota chepubblicherò nell’ Appendice al N. XXII.
Al Nobile piacere che si era fatto il Granduca Ferdinan-do, di osservare diligentemente, e senza prevenzioni,o impe-gni di Sistemi, le Operazioni della Natura , per meglio inten-derne le vere cagioni, ed altresì di verificare le Osservazionifatte da altri, si possono riferire anche le due seguenti Scrittu-re, che trovai fra quelle dell’ Accademia del Cimento, ma che
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(a) Lettere Familiari del Conte Lorenzo Magalotti Voi. L a c. î*.77 * c 13 a.