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Tomo primo.
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rare come il Maestro, e quasi Fondatore dell’ Idrometria; la-onde il Granduca saviamente se ne valse in diverse occorrernedi Regolamenti d’Acque del suo stato, e 1 ’onorò del titolo disuo Filosofo e Matematico {et), e si vede rammentato con lodeda Valerio Chimentelli (b ). Passò dipoi il P. Castelli a Roma,chiamatovi da Papa Urbano Vili., ed ivi morì nel 1643. DalleFilze Felici di Lettere originali scritte da diversi al Galileo ,vedo che un tal Gio. Batista Arisio, il quale scrive di Romanel 1631. , pagava al P. Abate Castelli la pensione di se. 60.,riservatagli dal Papa sur’una di lui Mansionari in Brescia . Iviè anche una Lettera di Pietro Batista Borghi, in data di Roma20. Gennaio 1635. , in cui dice: Del Reverendi/;. P. Abate Ca-melli scrissi a VS. Molto Illustre quello occorreva , sebbene spero cheejso medesimo averà oramai reso conto di se , ejìendo preso che risa-nato , per grazia di Dio , che si è servito del mezzo del Medico delSig. Ambasciatore di Francia; e se VS. Molt' illustre m' invidiala Cara Conversazione del P. Abate , noi con estremo dolore tolle-riamo il non poter godere deisuoi Colloquj , che dolcemente rapiscono allavera Sapienza^ ci nutriamo solo con la Speranza,dì dover ’ ancora unavolta in terra,aver la comodità di pascercene per alcuni giorni . Ivi purene ho trovata una di Monsig. Ascanio Piccolomini Arcivescovo diSiena, in data di Siena 27. Ottobre 1641., in cui dice : Ver ritrovar-mi ai miei luoghi di Vescovado, non ebbi la fortuna di godere il nostroV. Abate Castelli nel suo passaggio , che avendomi lasciato la Let-tera di VS. del 10 ., ni ha almen datò consolazione con està , d'in-tendere quel buono stato di salute , che gli permette la grave età ,ed instememente che non gli abbia a giugner discaro il mio solito Sag-gio di questi Vini ec.. Francesco Redi scrivendo a Carlo Da-ti (c ), gli dice: Signor sì che posso , e voglio servire VS. Illustriss.Jo ho la Copia di quel dottijsmo discorso di Don Benedetto Castelliintorno agli effetti della Vista, e lo ebbi alcuni anni sono dal no «stro Don Famiano Michelini. Gliela mando qui annesta, pregando-la , quando T avrà fatta copiare , di rimandarmela . New ho già leLettere del me destino Don Benedetto Castelli scritte al Galileo, so-pra il disuguale, e diverso riscaldamento dt quel Mattone , tintomezzo di nero , e mezzo di bianco, tenuto al Sole. Io le avea, ele prestai al Sig. Michele Ermi ni, che avendole date a quel suoBaron Tedesco che ne desiderava copia , il buon Tedesco partendosi di

Firen-

(а) V. VivianiVita del Galileo, ne’ Fasti Consolari del Salvinî a c. 426.

(б) Marntor Pisa ti um de fJonore Bijelhi pag. 207. V. Pref. Univ. ali’Ediz. di Firenze delle Opere del Galileo a c. XVII. ed in altri Luoghi,

(e) Opere Tom. IV. a c. 4 }■