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Tomo primo.
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fintili , ttnzt minori prerogative. Secondo tutte le apparenze, ilMichelini era un poco (tentato nello scrivere, e mirando allaperfez one nelle Opere , non si contentava di quel che voltaper volta faceva, ma sempre con intenzione di megliorarlo nedifferiva 1 ’ ultimazione . Questa sua procrastinazione disgustavasempre più il Granduca, come si ricava da una sua Lettera alPrincipe Leopoldo , in data di Casa 3. Febbraio 1 662. St. Com. (a) :Da! Sig. Vincenzi oViviani intejiper parte di V. A. S., che io non dovessisperare alcun sollievo alle mie eflreme necessità , e miserie ,se anteceden-temente non facevo qualcosa, che piacesse al Serenisr. Granduca. Io tSerenisr. Signore , sffn tanto assuefatto alle male nuove , ed alle di-sgrazie grandi, che poco mi turbò quejla per ogni altro dura et acer-biljtma ambasciata , e tanto più aspra , quanto inaspettata, cioèquando speravo qualche notabile sussìdio , per potere con animo tran-quillo proseguire le mie speculazioni , tutte indirizzate a benefiziodel Genere Umano , e principalmente del felicissimo Stato delle A A.

VV. SS. -. Ho servito male , e lo conosco ; ma la tenuità dell ”

ingegno , e delle minime forze mie , e la poca abilità alle Corti ,non hanno permesso il far ’ io meglio dell‘ operato da me . Ho non-dimeno servito con animo ingenuo , e senza avidità d'interessi, alltquali con mio rosioreson corretto pensare adesso, e senza speranzad'altro conforto , che della pazienza unico refugio de' miserabili .Ricevo contuttociò questa mortificazione con rendimento di grazie aDio , il quale per suoi giusti secreti vuole, che io patisca più (sognialtro mio pari ; anzi più di qualsìvoglia mio inferiore d' afiai pertutte le ragioni ec. Quello che più mi affigge, è, che fi pretendada me V impossibile, il quale non eseguendolo , vengo imputato malservitore, e eh'io non voglia più far nulla, quando tutto il Mondopuoi chiarirsi della mia impotenza nello scrivere di proprio pugno ,ed in ogni tempo ec. Servirà dunque quejla mia umilissima, sola-mente per supplicare V. A. S. a non sdegnarsi maggiormente meco ,sperando nella sua Clemenza , che non sìa per abbandonare af-fatto la protezione di me suo inutilissimo servidore . Sarà qui inclusala lisa delle mie imperfette Speculazioni, acciò V. A. sappia, chenon ho affatto perso il tempo, e che in tanti travagli della mixVita passata , come V. A. sa molto bene , per essersi degnata aiutar-mi a superarli, non mi son mai abbandonato, come sorse avrebbefatto ogni altro, che però non deverebbe parer gran cosa il non averleperfezionate ; e se resteranno nelle tenebre dell' oblivione } io non viavrò colpa .

§. L 1 I. Par verisimile che il Principe Leopoldo compatii0»

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Iv > pag. 174 .