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dì tutte le novità, non se la usurpa!]ero , conte han fatto di altreinvenzioni Italiane. E' ben vero che per ejìer nata que fi' Operanel Cuore della ‘Toscana , e da un Servo benché minimo di V. A. ,vtì parevi dicevole che ella usciste alla luce per quanto ella neJia capace ) con ornato Toscano, che però avevo fatto pregare ilSig. Carlo Dati, dalla benignità del quale , e dal cui valore inquefia Lingua , ed in ogni sorte di Letteratura , mi promettevo ri-trarne per quejla mia fatica V abbellimento possìbile , ed egli conso unt i cortesia mi ha oserto pigliarsi quejla briga. Onde quandociò sta gusto di V A., si potrebbe farla correggere degli errori diLingua , da quejlo Signore , il quale per gentilezza propria , e peraver fatto grazia d' ejìer stato ad udire da me le Matematiche , Jòche lo farà con particolare affetto e prontezza. Ed io frattantocontinuerò le mie speculazioni intorno ali' Opera intera, cioè dell'Origine , Moto , e Direzione de' Fiumi , e così potrà accennarsi csLettori , che preso Jì vedrà ampliala questa parte della Direzionede' Fiumi , la quale non può perfettamente spiegarsi senza le partiantecedenti , che sono V Origine , ed il Moto di essi Fiumi. Speroper V avvenire poter meglio badare agli Studj , mentre avrò V ani-mo più riposato dalle cure domestiche , della necessità , che infinita-mente perturba lo speculare , Desidero vivamente riverire V. A. dipresenza , essendomi sovvenuta una nuova fantasia , intorno a ’ Fortidi Mare , che se mi riesce il pensiero , il Serenissimo Granduca nonJì pentirà d' aver sovvenuto alle mie estreme necessità , e datemi co-modità di speculare . Io, Serenissimo , non ho altro gusto che di stu-diare , parendomi la contemplazione dell' Opere maravigliose dellaNatura il più dolce pascolo delle menti umane , come quelle che pa-re che partecipino della Divinità . Fs ben vero che le mie applica-zioni son tutte indirizzate ali' utilità degli Uomini ; e questo per-che così dee fare ognuno , per obbligo naturale , dì sovvenire al pros-simo nelle necessità ; il quale stimolo mi fu vivamente impresto nelFanimo, da' Saggi , e Frudentissimi Discorsi di V. A. nel tempo che ioattualmente la serviva nelle Matematiche .
Ciro’ a quel che operò il Bore Ili nell’ Edizione deli' Operadel Michelini, e circ’ ad alcune opposizioni che vi furono fat-te, si può vedere una Lettera del Borelli al medesimo PrìncipeLeopoldo, in data di Pisa iq. Marzo \66y (a), ed una di Ot-tavio Falconieri, allo stesso Principe, in data di Roma 31. Gen-naio 16Ó). (b). Il Conte Lorenzo Magalotti poi (c), scrivendo
(a) Ivi a c. 127,
(i) Ivi a c. ajf-
(f) Lettere Familiari Vel . s. pag. 102, e 106, '