rifiato al profferire, come sì dice , »? mi pare ora poter chieder più ;e veranxnte ho chiesto pochissimo , in riguardo delle invenzioni chenon hinno prezzo, essendo verissime, ed e sperimentate . Desidero dun-que che il Serenissimo Granduca > e V. A. , mi comandino quello chedebbo fare, che io non voglio in cosa alcuna preterire gli Ordinide'miei Serenissimi Padroni, ai quali professo obbligo della propriaVita, non che delle mie invenzioni. Quanto al darle alle stampe,come ho detto, non sono ali' ordine , perché io non mi contento ma:nel mettere in carta, e vò riducendo la Filosofìa Medica, come lecose Matematiche. o di Euclide, dai primi principj, che però vuollungo tempo; onde comunicandola io qui ad altri , potrei esser pre-venuto da altri nella stampa , come intendo cbe segua costà in Fi-renze di un altra pur mia invenzioncella , che il Generini la pre-dichi per sua, dico quella de' Ripari d' Arno, al quale io la con-fidai nel tempo che il Serenissimo Granduca mi onorò , col Sig. Paolodel Buono, a sopraintcndere ai lavori di Varlungo ; e lo feci perchéio già volevo metterla in pratica , come il medesimo Serenìjsmo Gran-duca sa , e la disputai in sua presenza avanti molti Ingegneri . Honmi curo cbe il Generini operi, ma supplico S. A S. a non mi lasciartorre quello cbe é mio, cioè s onore di detta invenzione , quale ellafi sìa, giacché io scrivo un Opera compita in questa materia, come
scr'tss ultimamente a V A. S. -. So cbe ti Generini non piglia altro
da me , che l' accomodare i lavori contro la corrente , perché il restonon lo cap) ,per mia fortuna ; il cbe è cosa buona assai « ma non bastaper fare gli effetti maravigliosi di pochissima spèsa, e di utile im-menso, potendosi colla mia invenzione per poco denaro ridurre Arnoin canale. Qui ho avuto tutti gli avvisi dagli Amici cari, cbe san-no quanti Anni é eh' io predico detta invenzione , e sì dolgono dellamìa disgrazia. Qui rimettendo in tutte le cose, cui la dovuta ri-verenza , ogni mio interesse e riputazione nelle Mani del ScrenijfimoGranduca , e dì V. A., umilmente prostrato in terra m' inchino . Lafeconda è degli 8. Luglio: Mi scordai nella passata d inviare aV. A. S. la somma dell' invenzione mia, intorno alla'Filosofìa delleFebbri : lo so adesso con i miei umilissimi e devotissimi inchini. Speroche sia vicino il tempo , in cui P umana vita riceverà qualche ri-storo e consolazione , perché è gran cosa V essersi assicurata, e pro-lungata la Vita sino alP ultima Vecchiaia , per quello appartiene aMorbi Acuti. Questo Problema non solo è ammirabile per se flesso,ma ancora per non essere fiato mai penetrato da persona degli An-tenati. Son sicuro che il Serenissimo Granduca, e l A. V. S. avran-no contento , che sotto la loro benìgnissima Protezione, e felicissimo Stato,sia nata invenzione tanto utile\ e tanto bramata dall' Umana Ge-nera-
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