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§. LV. Fra i più rispettabili Filosofi, e Matematici, che ab 4diano fatto onore alla Toscana in questi stessi tempi , e che fu-rono graditi ed onorati dai Serenissimi Granduca Ferdinando li. »c Principe Leopoldo, merita distinta com.memoraz.ione Michel’Angelo Ricci Montepulcianese dipoi Cardinale di S. Chiesa »stato Discepolo ed Amico grande del Torricelli (a) » della dicui Vita io aveva già riunito varie Notizie. Ma siccome Mon-signor’ Angelo Padroni ha mesto alla luce un numero grande diLettere importantissime di questo Dottissimo Porporato, nel fe-condo Tomo di Lettere Inedite d Uomini Illufìrr, pubblicato inFirenze nel 1775*) spero, che esse daranno una maggior’ideadel di lui merito, di quel che possa riuscire di far’a me.
§. LVI. Se non seppe il Miche li ni ben conservarsi la graziadel Granduca, neppure se la seppe conservare lungamente il fa-moso Matematico, e Filosofo Gio. Alfonso Roteili Napolitano,nato nel i< 5 o 8 ., e Discepolo nelle Matematiche del P. D. Be-nedetto Castelli (&).Eifu prima Lettore di Matematiche nelloStudio di Messina (c) , dipoi mandato nel 1641. a viaggiare perl’Italia a spese del Senato di Messina, nel passare di Firenze sipresentò a Corte , dove fece ben presto conoscere , ed ammira-re i suoi rari talenti, e ritornato a Messina nel 1649. stampò ilsuo Trattato delle Febbri Maligne della Sicilia negli Anni 1647- c1648. Quindi il Granducato chiamò al suo servizio, e lo costituìnel 1655. Lettore delle Matematiche nello Studio di Pisa , in luogodiFamiano Michelini;e nel Ruolo de’ Lettori dello SudiodiPisaper l’ Anno 1661. trovasi : adOrdinariam LeCluram MatbematicaeD. Alpbonsur Borcllius Mcsianensir . Questo onorifico impiego delBorelli, fu di gran gloria per la Toscana, e di gran vantaggioper gli Studiosi, ma bisogna confessarlo, ei fu di non minorvantaggio per il Borelli medesimo, il quale se non avesse avu-to Io stimolo della Cattedra Pisana , farebbe riuscito poco piùche mediocre; e di fatto le prime volte che egli salì in essaCattedra , non riscosse grand’applauso {d). In Pisa, ed in Fi-renze, ebbe molte occasioni il Borelli di svilupparsi, e formarsiin Uomo grande, colla continua Conversazione, e dicasi ancheemulazione di tanti Valentuomini, de’quali allora abbondava
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(a) Nessi Saggio pag. zz.
(b) V. Borelli De Mitu Ani mali ti m Far. 2 pag. jjS. ,■ fy de Metton.Nat, a Gravit. faflit pag. 478.
ss) V. lo stesso Borelli nella Dedicatoria dell* Euclidei Rtftitutus, ede Vi Percuffionìt. Rossetti Dedic. dell’Antignome Fificcmatematiche a c.V. Nelii Saggio d’Ist. Lett. Fiorentina del Sec. XVII. a c. 118.
[d) V. Lettere Inedite d’ Uomini Illustri Tom. I. ac. 85. 87. e -r.