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Tomo primo.
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certamente sono bellissimi , e sommamente istruttivi a distesi conbrevità, chiarezza, precisione, ed eleganza, sicché conduconocon piacere il Lettore ali' intelligenza di tutte I' EsperienzeNaturali, che fino a quei giorni erano state fatte in vatj Paesi,da diversi Valenti Filosofi , e ardirei dire, che qucst’Opera nonha che invidiare ai Collegi Esperimentali dello Srurmio. 11 pre-gio suo maggiore è, che ella fu scritta da un Gesuita, e neiprimi anni del Governo del Granduca Cosimo III., il qualegradiva poco, per non dire abominava tali studj ; ma forse lalontananza dalla Metropoli, e la Protezione del Serenisi Prin-cipe Francesco Maria, servirono di salvaguardia.

§. LXVII. Ecco un altro Nostrale , non spregevole Discepo-lo del Borelli, di cui si ha la seguente Opera: Delle SezioniConiche dedotte nuovamente in piano dal Cerchio , date per saggiodell' altre che dal medesimo deduconst , da Vincenzio Santini Fioren-tino . Lucca 1722. in ottavo. Lo Stampatore , nell’Avviso alLettore, dice che questo Santini era Gentiluomo Fiorentino ,che per riparare alla sua salute si era ritirato in Salisano , Terradella Badia di Farsa, luogo d’aria perfetta, fino di 22. Anniavanti: che aveva atteso alla Geometria fino da Fanciullo , conla direzione di Don Famiano Michelini, e nel mezzo delle sueinfermità naturali, aveva sempre qualche cosa composto. Giova-netto partissi egli di Firenze, e venuto in Roma, attese agliStudj serj di Filosofia, e Teologia; poscia unitosi a Gio. AlfonsoBorelli, seguitò a dar'opera alle Matematiche, e su carissimoal suo Maestro, tanto che non si scostò più da lui sino allamorte, dopo la quale fu scelto dalla Regina di Svezia, e dalCardinale Basadonna, appresso il quale egli trattenevasi in qua-lità di Segretario d'Ambasciata, ad assistere alla stampa dell'Opera de Motti Animalium del Borelli.

§. LXVI IL II Dott. Antonio Oliva di Reggio di Calabria (j)Uomo famoso per il suo gran sapere, e per le sue stravaganze,fu dal Granduca nel l66z. fatto Lettore di Medicina nell’Uni-versità di -Pisa (b), e -continuò in quel posto fino ali’Anno 1677.nel quale si licenziò dal servizio di un Principe così buono , eche P onorava di una parzialissima distinzione. Una chiara Te-stimonianza ce ne dà Vincenzio d’Ambra Gentiluomo Fiorenti-no dottissimo, e stato suo Discepolo(c), dicendo che nell'\Eslatedel i 66 y abitava V Uliva nel Palazzo de' Pitti , dove il Serenisi.

Fer-

(*) V. Paolo Boccone Mus. Si Fisica pag. 113.

li) Grandi Ibid. pag. 17;., Nclli Saggio d’Istoria Letteraria a c. 114.(e) Grandi Ibid. fng. 174. e 176.