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Tomo primo.
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V s arîc Corone lavorate d’Ossa ai Pesce Donna, che vivenei Mari del Brasile, state donate in diverti tempi al Granduca,furono di suo ordine dal Redi messe alla piova, e furono tro-vate inefficaci per stagnare il Sangue i a).

Anche una Pietra de Cobra de Mombaza , statagli donata,che ti diceva prodotta nel Capo, o nel Ventre di certi SerpentiAffricani, che nascono in Mombazza , Paese della Costa di Zan-guebar, di peso .intorno a 5. once , fu dal Redi provata , ed e spe-rimentata sempre in vano , contuttoché lo Spagnuolo, il qualela presentò al Granduca , ne vantasse virtù maravigliose (§).

Finalmente il medesimo Redi messe in chiaro, che non gio-vavano punto al dolor di Denti, le Unghie di certi Ragni diFernambucco, portate nella Corte di Toscana da Don Anto-nio di Morera (c), Canonico della Cattedrale di Goa. Io du-bito che tali sieno due Aculei neri lustranti, simili ad Artigli d*Uccelli, lunghi linee 5., sottili quanto un Ago mediocre, ecurvi, con una piccola base un poco prominente, che trovainella Real Galleria, rinvolti in un foglio , sù cui era scritto:N Due Denti di Ragno , che si trovano nel Serro de Cuf-

quer, nuove Regno di Granada , ed io nel mio Catalogo regi-strai sotto al N. 72.

§. LXXXI.Ben conosceva il Granduca Ferdinando li. stabi-lità grande del Redi, l'onorava della sua stima e confidenza,e lo metteva a parte dei suoi geniali Studj di Fisica , sommi-nistrandogli frequenti occasioni, ed i mezzi per arricchire ilMondo Letterario colle Produzioni del suo Ingegno. Quindiscrive il medesimo Redi al Conte Magalotti, che viaggiava per1 * Europa ( Redi Osservazioni sulle Vipere a c. 20. Lorenzo Ma-galotti Lettere Scientifiche a c, 6 1. ) : Che non potrei mai abhaflan-za, 0 Sig. Lorenzo, spiegarvi quante Esperienze in questa Corte,dopo la vostra partenza si sono fatte, e per mezzo di quelle aquante Menzogne si è cavata la maschera -. Da Napoli arri-

varono al principio di Giugno ( del ! 664. ) le Vipere per compor laTriaca della Spezieria di S, A. Serenisi,, alla di cui presenza , edi tutti gli altrì Serenisi, Principi, favellandosi di questi Animali,si venne a dire del lor Veleno , e di quel eh' e' foste, ed in qualparte del lor corpo «’ avessero la miniera - . Stavasi cori tenzo-

nando, quando S. A. S. comandò, che sir ritrovare questa verità,ogni Esperienza si facesse , che più a ciascheduno per riprova di sua

opì-

{a) Ivi a c. SS.

(£) Ivi a c. j2.

(c) Ivi a c. §8.