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Tomo primo.
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Pauîo posi (A. 1544.) pulchram Astronomiae Operarti navabat Mi-cbael Mae/llinus. Iunior in Italia egit , ubi cum prò CopernicanaBententia publice in Ljceo Oratìonem babuìsset ; Qalilaeus Galileiur ,perpenjìs eiur argumentis , etjì antea Arinoteli , & Ptolemaeo peni-itts addiflus , pojtea pedibus, Jtve animo potius in eius ivit Ben -tentiam. Io non ho veduta questa Dissertazione del Mestlino,quale non poteva dire niente di più convincente, di quello,che abbiano detto il Copernico, e gli altri da me citati nel§. XXIX. e c. 57.; ma certo non fu ella che persuase il Ga*iileo, e Io fece diventare Copernicano: furono le Macchie So-lari, e le Fasi di Venere, di Giove, di Saturno cc., che re-sero evidenti al Galileo le Congetture , e Teorie degli Antichi.

A c. 69. e 70. accennai una Lettera di Gisberto Cuperosopra 1 *Antichità degli Occhiali da Naso, quale anche pubbli-cai nel Tom. II. sotto il N. X.. Relativamente adunque ali*Iscrizione Antica ivi a c. 48. spiegata dal Cupero, ho poi tro-vato le seguenti Osservazioni del Dottiss. P. Abate Don Virgi-nio Valeschi Cassinense, Professore di Storia Sagra nell’Uni-versità di Pisa , in una sua erudita Lettera scritta al medesimoCupero, in data Florentiae 8. Cai. Kovembr, 1711., che si con-serva fra i MSS. della Biblioteca Pubblica Magliabechiana . Ivifralle altre cose dice il P. Val sechi: Plurìmum gaudeo , meamillorttm Verborum AB •ARA MARMOREA explicatìonem , Tibibaudquaquam difplicuijse ; uti gavisur etiam fui , quum post datarad Te priores lìteras , eamdem apud Fabrettum in Apologemate inCronovium repperi. Fateor tamen buie fententiae non parum negocitfacejfere praeclaras Tuat Qbfirvatìones , atque alteram praefertim ,qua scribi debuijse animadvertir SERAPIO AB MARMOREA &c.fed putarim , ideo fortajjìs non eo modo digejlam Inscriptionem , quoreóiiur indicaretur , illum in eo Vico , vel loco suam Artem exer-cuisse , ita ut horum Verborum HIC AB ARA MARMOREAOCULOS REPOSUIT STATUIS, piane idem Jìt sensur , acsi di -ceretur OCULARIARIUS AB ARA MARMOREA, uti reapse ,vel in aliis Inscriptionìbus eadem locai non posi nomina propria Ar-ti ficumi sed post nomina Arsir ponuntur.

Alle particolarità della Vita del Galileo, durante il Regnodel Granduca Cosimo li., appartiene la seguente Lettera, chemi trovo copiata, alquanti Anni sono, ma ora non mi ricordonè a chi, né da chi sia scritta, nè donde io Rabbia copiata:ciò non ostante mi giova il pubblicarla, perché sono sicuro chela copiai dall’Originale . Ella é così concepita. Sebbene per lun-go spazio di tempo non ho mai scritto a VS., mi fono persuaso di

scu-