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Tomo primo.
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tatto V ossequio ec. Di Casa 29. Luglio 17 60. îo subito rimestiinsieme tutte else Scritture , e legate e sigillate le mandai almio Cognato, quale in seguito le fece passare in mano di quelSig. che allora godeva grande autorità nel Governo. Niuno ri-cercò più di tali Scritture per lo spazio di Anni 19. , cioè

sinattantochè vistosi nello sbozzo di questa mia Opera, che leScritture del Cimento appartenevano al Regio Fisco, e non sitrovando nel di lui Archivio, fui interpellato io, ed in conse-guenza dovei , per mio discarico , produrre il sopra riportato Bi-glietto. Allora le richieste furono volte alla Casa di quel Sig.morto già da parecchi Anni, e si è saputo che egli fece uniscelta delle più importanti, stalle quali vi era il Diario dell'Accademia, e le dette a copiare ad un Prete, il quale dopoqualche tempo morì; laonde i suoi Eredi, non estendo stata lorofatta ricerca veruna di tali Scritture, e credendole del Prete,le venderono, insieme colle altre poche ciarpe della sua Ere-dità; nè si è potuto rinvenire dove sieno capitate . Così si fonoperduti questi preziosi Originali; e così per mia buona forte,succedono in rango di Originali le Copie, che io mi era datola premura di cavarne in tempo. Tutti gli altri Volumi, e Foglidi minore importanza, che erano restati nella Casa di quel Si-gnore, furono restituiti, e meritamente collocati nella RealSegreteria Vecchia , nel Dipartimento della Segreteria deiPrincipe Cardinal Leopoldo, dove secondo le buone regole,subito dopo la Morte del medesimo Cardinale, il Senat. Ales-sandro Segni doveva estere astretto, a depositare tutte quante leScritture appartenenti alla Segreteria di quel Principe, affidata,alla sua Soprintendenza . Non so bene come si andaste la fac-cenda : certo che gran parte del Carteggio, ed altre Scritturedel Principe Card. Leopoldo, si conservano in essa Real Segre-teria Vecchia , donde poi M on sig. Angelo Fabroni, tanto beneme-rito della Repubblica Letteraria, ottenne dal Nostro Clementiss.Sovrano la Benigna Permiffione di trarre quelle copie, che hapubblicato nei due aurei Tomi di Lettere inedite d’ Uomini Il-lustri , che mi hanno dato tanto aiuto per compor questamia Opera, o Centone che si voglia chiamare. Ma è al-tresì certo , che molte altre restarono in Casa del Sena-tor Segni , e poi pervennero nel Regio Fisco , come dilli.Può anch’esserli dato il caso, che il Segni consegnaste alla Se-greteria Reale le sole Scritture, che più propriamente apparte-nevano ad interessi del suo Principe , e gli fossero lasciate inmano quelle spettanti a Studj, e Cose Letterarie, e masti»

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