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Aìùfîsfìmus , quique ad haec studia me vertit , pritnum supradìflaExperìmenta tribùs circiter ante anni? hic in Urbe exbibuit. Inali-dii de'ntde pulcberrima exbiberi quotidie huius generis Experiinenta ,a praeclariffìma DoHispmorum Virorum Academìa SereniJJÌmi Leo-poldi ab Etruria Principis Sapientissimi -. Quae cum diligen-
tijjìme profecuti (int Florentiae ipfiqttos modo nomtnavimus , Virisane praestansissimi ^ facile contingere poste inselligo , ut multa di-cam hac de re , aut exbibeam, quae prius ab illis disia , vel exco-gitata suerint : sed ajseveranter ajsrmo , mi hi gloriosum , pulcberri-mumque ducere , nos in eadem inventa concurrijfe ; cum certo sciamme a nemine aecepijse quiquid novum , & a me primo excogitatuntfuìjse dicam ) Tertio igitur , uti dicebam &c.
§'. XXII. Nello spazio di anni nove, e mesi otto e mezzo ,che 1’Accademia su sii lì è, le mire ed occupazioni degli Acca-demici ti estesero alle ricerche, ed Osservazioni di tutto ciò,che potesse contribuir’a scoprire delle Verità importanti , e fe-conde, in tutta quanta la vasta estensione della Fisica , sì Ter-restre, che Celeste. Per dire il vero, non fu registrato collanecessaria puntualità dai Segretari, tutto ciò che nel suddettospazio di tempo vi fu osservato, o sperimentato; e come al-trove ho accennato, non tutti i Registri, e Documenti dell’Accademia mi s®no venuti fott’occhio. Nientedimeno quel tan-to che ebbi la sorte di vedere, è un vero Tesoro di Fisica ,,ed un complesso delle più belle, ed istruttive Osservazioni edEsperienze, che uno possa mai desiderare in tale studio. Nel!’occasione di stampare, i Saggi , fecero gli Accademici una sceltad’alcune Esperienze, relative a certi foli e determinati Capi,nei quali si erano meglio sodisfatti, ma ne tralasciarono alquan-te che appartengono a questi medesimi Capi; forse per non sidilungar troppo, o coll'idea di sodisfarvisi meglio sopra . IVIci-ti Ili me altre poi restarono indietro, ed inedite, alcune delle,quali, in questo frattempo fono state preoccupate da altri Fi-lici Sperimentatori..
§. XXIII. Allorché per buona sorte potei esaminare leScritture dell’Accademia del Cimento ,. fui talmente sorpresoda! piacere, e dalla maraviglia insieme , che mi credei in ob-bligo di fare tutto il possibile, affinchè un tale importantissimoTesoro si pubblicasse , per gloria delia Patria, e per utilità dellaRepubblica Letteraria ; ma la poco favorevole Costituzionedei tempi refe frustraneo ogni mio tentativo, e sotto speciosipretesti, condannò questa preziosa Raccolta a mutare prigione,e-nascondiglio..Non volli peraltro perderla marcia, e ne presi
come