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«ondo le mìe limitate forze , fodrsfattO’ ai miei doveri .
§. XXIV. Fu per altro gran fortuna- perla Repubblica Let-teraria, che avanti alla promozione al Cardinalato del Serenis-simo Principe Leopoldo, fosse ideata, e ridotta a buon terminela stampa dei Saggi di Haturali Esperienze', poiché se tutto lifosse dovuto fare dopo che Leopoldo aveva vestirà la SagraPorpora, non si farebbe mai fatto nulla. 11 Concetto adunquedi pubblicare i Saggi-, per quanto ricavai dalle Scritture dell'Accademia , ebbe principio verso 1 ’ Anno 1662. Il Conte Lo-renzo Magalotti Segretario, ebbe l’incumbenze di farne il diste-so, quale poi fu fatto esaminare, e ben considerare da tuttigli Accademici, ad uno per uno, come sopra* notai ; ma inciò si verifica il nostro Proverbio, che i troppi Cuochi guasta-no le Minestre, mentre tanti diversi pareri, e per lo p'ù con-tradittorj, cagionarono piuttosto della confusione, e deforma-rono le prime idee. Dopo lunghe discussioni, e variazioni , fuprincipiata la stampa dei Saggi troppo Magnifica, ma non fuproseguita colla debita Velocità, nè eseguita con tutte le mi-gliori Regole, e finezze deli’Arte Tipografica. In proposito diquesta stampa , il Magalotti medesimo così ne scrisse ad OttavioFalconieri, ne’ 30. Marzo 1 666. St. Com. (a) : Del Libro non soche dirti: mi vergogno , ma è mia colpa , anzi d' una avversioneinvincibile , che ho conceputa contro di està. Sono alcune poche set-timane , che ho rimejso mano alla /lampa , che ha dormito sedicimesi. A dirtela , io sono malissimo sodisfatto del mio difeso , nè èpossibile che io ci accomodi /’ animo .. Pensa che io considero questoLibro, come un mezzo cbe dovrà affatto screditarmi : or vedi , secon ragione ci vado di male gambe . Pero ti giuro di volere adessonon distaccar le labbra da questo Calice amaro , finché ve ne ri-marrà una gocciola. Nel di 18..Maggio susseguente (k) gli dice:Oh quanto pagherei di passare una Veglia con Effo Teco, per-rice-vere il Tuo consiglio sopra, un pensiero , cbe ho di certo ' Proemio alLibro dell ’ Esperienze -, il quale alla sin di Febbraio per■ necessitàba da esier finito, Oltre alla Lettera Dedicatoria• al Granduca ., eun Discorso al Lettore , nel quale mi bisogna dire desi istituto., deifini, e delle musmè della nostra Accademia, andavo pensando chesarebbe servito di ornamento , V aggiugnervi un Discorso intorno alla:Filosofia Sperimentale. E perché mi par faticai il farlo, vorrei ve-dere, se fojse possibile d’ ingarbar cene uno dei fatti : basa. io Te lomanderò , e Ti dirò, come penso di appiccicarci, cosa. che. torni'
bene ,
(a) Lettere Familiari Vili I. a C; 15-.,
(H. Ivi- a c. 171.