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denze di Letterati. Di Firenze, e di Roma , comincio a formarcattivo giudizio , perché oramai debb' estere intorno a due mesi cheil Libro è suora , e nejsuno degli Amici miei me ne scrive né ben ,né male . Io scrivo a qualcuno di essi , che stimo la loro discretezzain non dirmene nulla , giacché non se ne dee poter dir ’ altro che male }m a che gradirei astai più incomparabilmente la loro ingenua libertà .Pure mi consolo che il biasimo cada sopra di me , potendo ben l’Opera esser bella , ma messa malamente insieme .
Qualungue ne sìa stata la cagione , egli è certo che Leo-poldo, il quale da Secolare aveva con sommo piacere mante-nuta, e protetta con impegno 1 ’ Accademia del Cimento , creatoche fu Cardinale, l l abbandonò affatto , e quasi dissi mai più sene ricordò negli otto anni che sopravvisse, giacche, con uni-versale dispiacimento, morì il dì io. Novembre 1675. Solamen-te st vede che essendo già ridotta a buon termine, ed a suespese, la Magnifica Stampa d n’Saggi di Maturali Esperienze ,volle che fi pubblicasse colla data del ióò< 5 ., e colla dataarretrata della Dedicatoria del 14. Luglio '1667., cioè di cin-que mesi avanti a che Egli fosse creato Cardinale, e volle es-servi nominato puramente Principe, non Cardinale, come eraattualmente allora.
§. LII- Lasciata così in tronco questa grandiosa impresa ,ed abbandonata affatto, restarono inutili, e per molti anni se-polti tutti i prezioli materiali, destinati per la di lei felice con-tinuazione , quali furono Scritture, ed Istrumenti . Le Scritture,come a c. 375. notai , recarono in mano del Senato? Alessan-dro Segni, e dipoi a’giorni nostri hanno sofferto varie peripe-zie, come a suo luogo narrai, finché gli scarsi residui di essesono stati collocati nella Real Segreteria Vecchia . GP Istrumentipoi erano infiniti ,per così dire , cioè tutti quelli pubblicati nelleTavole in Rame de’ Saggi , e quasi il doppio più non ancorapubblicati . Di questi la maggior parte io nel 1740. gli veddicollocati dentro a’ Magnifici Armadi, in uno Stanzone ac-canto alla Biblioteca del Real Palazzo de’Pitti , che era quelmedesimo, dove regolarmente si tenevano le Sessioni dell’Ac-cademia del Cimento, come dissi altrove. Altri di essi furonolasciati qua, e là , e dispersi, o passarono in altre mani, edun'altra gran parte il Sig. Vayringe Macchinista di S. M. C.si portò in Casa sua , senza che da prima gli conoscesse.. A que-sto proposito mi sovviene, che andando 10 una volta da essoVayringe, come di tanto in tanto era solito fare, piacendomisommamente la Conversazione di quel Valentiliìmo Meccani-co ,