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Tomo primo.
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trattenne in Firenze nel iò 66 ., e fece il Catalogo dei moltiLibri Ofientali, che raccolti per la maggior parte dal GranducaFerdinando I., mentre era Cardinale, e dipoi fatti trasferire aFirenze , furono collocati nella Biblioteca del Real Palazzo de’Pitti, e a’nostri tempi fono stati aggiunti alla Regia BibliotecaLaurenziana. Di e sto Catalogo dell' Herbelot, ne ho data notiziaa car. 49. del Tom. 1. Epifiolarum Clarorum Cermanorum ad Ant.Magliabecbium , nonnullosque alios , ove pure a car. 69. il Chiarifs.Goffredo Guglielmo Leibnitz, scrive al Magliabechi , d’Hanno-ver ne’ 13. Dicembre 1695. Herbelotiur Vir in Rebus Orientali-bus insigni :, & Tibi notistimus , fati: concefsit : ita duo: maximosEuropae Viros in Linguis Qrientalibus intra bìennìum amsimusAndr. Mullerum Vomeranum , & Herbelotium Gallum . Dopo piùd' un Secolo, è lecito pubblicare il seguente passo d’una Let*tera di Emerigo Bigoc ad Ant. Magliabechi,* in data de’ 27.Giugno 1666. N on conosco il Sig. Herbelot , se non per riputazio-ne. E'Uomo intelligentissimo della Lingua Turchese a , e Persiana :ba studiato in Persia sono sedici 0 diciotti Anni : era N.ipote , 0 Cu-gino del Sig. Trislano da Sanjsumant , il quale ha scritto tre Volumiin foglio * in Lingua Francese delle Medaglie. Qui il Sig. scrìssecontra il P. Sirmondo , ov' egli fasi Catalogo dì tutti i suoi Affini ,e Cognati ; e a questo proposito il P, Sirmondo scrisse due versi , chenon vuole (lampare , perman irritare quejlo Signore : eccoli.

Desipere, & insanire iam turo potes

Qui Te excipiant, profper Agnatos habes.

F« Profeta il P. Sirmondo : ciò che il P. Sirmondo non vuole stam-pare , La prego di non voler palesare , :anzi lo servi in petto , perla Istruzione.

Alle premure del Principe Leopoldo in raccogliere Libri,appartiene il seguente Aneddoto, che si legge nella ToscanaLetterata del Cinelli (<r), ali’ Articolo di Gio. Batista RicciardiUiaio eru liristi no, Poeta Illustre, e Lettore di Filososia Mo-rale nello Studio di Pisa. Ivi il Ciucili dopo raccontata Pami-cizia grande che passava fra esso Ricciardi , e Salvator RosaPittore e Poeta, dice che i! Rosa alla sua morte lasciò al Ric-ciardi le sue celebratissime Satire , acciò le animendasse , ed imprimerele facesse , con espresso patto però , che dalle sottigliezze della nostraCrusca quanto più poteva le preservaste ; in ordine a che , al Sere-nistmo Cardin. Leopoldo che se istanza d' averle , furono dal Ric-ciardi con animo invitto negate , acciò la mente di Rosa in meno -missima parte defraudata non restaste , avvegnaché la Bontà di

S. A.

(a) Cod. N. 67. della Class, 9. dei M$$. della Libi. Pubi. Magi.