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Tomo primo.
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go donde fono uscite, sì perché nelle Lenti, è ne’ Vetri ap-pannati di esse, è inciso col Diamante : Giuseppe Campani In-ventore in Roma. Variano esse di grandezza, e di strutturalaambedue sono ottime, e le Lenti sono di tutta la perfezioneche lì possa desiderare.

A c. 249. accennai, che Eustachio Divini lavorava Occhia*letti da Pugno, o da Teatro, come inoggi gli chiamiamo . Unodi questi, ed ottimo, che fu del mio buon Padre Dott. Bene-detto , lo conservo nel mio Museo , come un pregiatole Ci-melio, benché abbia l’Oculare concava rotta in mezzo. Egliha P incassatura di Corno ben tornito, lunga poli. 2. e lin. 9.del Piede Regio di Parigi, ma si può siringare, fecondo il bi-sogno, per mezzo di una Vite ben lavorata. Le due Lenti sonodi Cristallo chiarissimo col diametro di lin. 7., e nel contornodell’Oculare Convessa, si legge inciso col Diamante, a Carat-teri minutissimi: Euftacbio Divini , Roma i 66 g.

In conferma della stima , che , come dissi a c. 249. , il Gran-duca Ferdinando, ed il Cardinal Leopoldo, avevano del GrandeAstronomo Gio. Domenico Cassini, ci fa sapere Monsig. AngeloFabroni nella di lui Vita (4): Licet etiam ex eo coniicere , quantumtribueretur CaJJtnii Sdentine in Rebus Phyficis , quoti vix infittitaa Leopoldo Mediceo Academia del Cimento , rogatus ab Eo est desolvetidis Eroblematibus quibusdam , quae ad Liquorum Aequili-brium pertinebant , & ad eas res quae super natant. & submerguntur .Quoties vero iter Florentia faciebat , sttis haec iusta causa vide -batur. Mirifico lili ingeniorum Fautori convocandi Academicoîsuos , ad reuovanda coram eodem , quae felici successa habitafuerant Experìmenta . Hunquam vero a se Hominem dimittebat , finemuneribus , aliifque benevolentijjtmae Voluntatis fignificationibus.Optajfet quoque tpsum Academiae Pisanae addicere , & semel ite -rumque per Rinaldinum ad accipiettdas honestifjìmas couditionef in -vitavit ; sed recusavit sernper CaJJÎnius , quod Pontifici , a quo n*~vis devindus erat beneficiis , Operam suam se debere putavit .

Quanto dissi a c. 251. ed altrove della Benignità, colla qualeil Granduca Ferdinando II., ed il Principe Leopoldo gradi-vano d’avere frequentemente presso di loro il Dott. Redi, diragionar seco familiarmente, e di occuparlo in schiarire la Ve-rità , e fare feconde Scoperte in Fisica, ce lo conferma Monsig.Angelo Fabroni, nella Vita che elegantemente ne ha scritta ( b ) .

Alle particolarità di Niccolò di Stenone, da me riportateTom. I. Par. III. V v V a c.

(a) Ibìd. Voi. IV. pag. îjy.

(b) Ibid. Voi. III.]pag. r-i.