efHf -4 |-H#>
Aitare, e Io accennano anche Giulio Celare Bulengero, nel suo ele-gantissimo Poemetto intitolato Flor enfia, stampato nei 1615., eMcnfig. Gio. Ciampoli (a), e trovo nel Ruolo dei suoi Salariati dei1616. Iacopo di Gio. ( Autelli ) detto il Monicca Intagliatore diPietre dure con scudi 12. al Meje (A); ma in altro Ruolo dal 1.Settembre 1620. per tutto Agosto 1721. lo trovo nominato Ia-copo di Gabriella , detto il Monicca , con se. 20. L’ Avvocato FilippoBaldinucci poi (r) ei dice, che Orazio Mochi Scultor Fiorentino,intagliò per la Real Galleria Statuette di Pietre Dure, che dove-vano andare in servizio della Cappella di S. Lorenzo. Inoltre cheFabrizio Farina aveva il segreto di lavorare il Porfido, e ne feceil Busto del Granduca Cosimo I. che si conserva in essa Galleria ;siccome anche Rafaello Curradi , con simile segreto vi lavorò il Bu-sto del Granduca Cosimo II. (d). Fra i Lavoranti nella Real Galleria,Cestire Tinghi nel Diario della Corte rammenta un certo GiovanniPersiano , che servi d’ Interpetre per 1 ’ Udienza che il Grandu-ca dette nel tòro. ad un Ricco Mercante Persiano. Nel medesi-mo Diario si legge: ióotj. a dì 31. Luglio S. A. -andò con il Sig.Don Verginio ( Orsini ) al Palazzo de' Medici , a veder segare lePietre per la Cappella di S. A. —— 1614. a di 15. Giugno con-dusse il Cardin. Zapoda Spagnuolo a S. Lorenzo, a vedere la nuovaMuraglia della Cappella di S. A. > et a vedere il primo Imbasamen-to di Diaspri di detta Cappella , e poi al Palazzo de' Medici , dovefi lavora detti Diaspri —— 1615. adì 25. Ottobre S. A. S. condus-se il Duca di Van domo a veder la Cappella a S. Lorenzo , dove èmesso mezzo ( Imbasamento di Pietre Dure. Esò Duca fu regalatodalla Sereniss. Arciduchessa Maria Maddalena d' un Tavolino di Mar-mo , tutto commesso di Pietre dure bcll ffime . In Pila ali’Arsenale sifacevano sbozzare e segare i Masti grandissimi di Pietre Dure, fattevenire di Sicilia, di Corsica, e d’altre parti , per scegliersi poi, emandarsi a Firenze, per la Galleria, e per la Cappella di S Loren-zo, le più falde e belle, come nota in vari luoghi ii medesimo lì-gi , il quale ci fa sapere che nel 1612. la Sereniss. Arciduchessa re-galò, sfalle altre cose, al Vescovo di Bamberga Ambasciatore Straor-dinario dell’ Imperatore al Papa, nel suo passaggio per Firenze , unQuadro grande un braccio per ogni verso, dì una Nunziata di Firen-ze,
(/») Frolle sue Poesie sacre, nella Canzone còlla quale dedica ad e fioGranduca gì Inni per la S. Casa di Loreto p. 188.
( 6 ) V. Bianchirti Raetonam. de'Grand, di Tose, a c. 87. 88. 8A»
(e) Vira d’Orazio Mochi a c. 177.
(d) Id. Vita di esso Ras. Curradi a c. rzff.