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Tomo terzo.
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§. XCIV. Fra i Professori di Medicina nell’ Università Ai Pisain tempo di Cosimo II. Si fece qualche onore Marco CornacchiniLettore Ordinario , di cui ho parlato poco sopra , ed anche nel Re-gno di Ferdinando I., il quale nel 1620. pubblicò un Libretto inti-tolato : Methodus qua omnes Humani Corporis affeâiones ab humoribuscopia , vel qualitate peccantibus, geni tue, fitto., cito , ù tucumle , Chi-mice Ù Galenice curantur . La promessa è grandiosa , ma non daProfessor Pubblico di Medicina Pratica : Nientedimeno il Cornacchi-ni , con questa Ciarlatanata , trovò modo di eternare il suo nome ,giacché il Medicamento da esso encomiato , si chiama anche in og-gi Polvere del Cornacchini. Ei dedica il Libretto a Roberto DtidleoConte di Warwich ec. di cui parlai nel Tom. I. a c. 80. invento-re di essa Polvere, e siccome presto furono spasimati gli esemplaridella prima edizione futa due volte nel idip. in 4., ne fece unaterza , con aggiunta di varie cure fatte con questo Medicamento *e di obiezioni state fatte al suo Metodo da altri Medici Fiorentini,da lui sciolte . Nella Prefazione a questa Seconda Edizione , egli di-ce : Ubi pristini» hoc pr assenti anno 16 ip. hi Pisano Gymnafio Ma-gane Stttdiorum ornnium Vacationes datae fuertmt , & a pubblico lc~~gendi munere Feriatum ejl ; slatini Pifis ceffirnus , & Fiorentiamnos centulimus , ut Metkodurn banc in Pttlverem , quant typis ibi cu-dendam publicae utilitatis gratta iam curavimus , exciperemtis , ex te-st amque traderemus Serenljfimìs Principibus , liluftrìjfimo Comiti ,Caeterijque Studia haec non afpernantibns ; fed praecìpue iis quiArtem exercent, ac profitentur ec. Nell’ Avviso poi al Lettore, di-ce in che modo il Conte di Warwich inventò, ed esperimento que-sta Polvere in se, ed in altri, con successo tanto felice, che osser-vato da esso Cornacchini, restò persuaso dell’ efficacia e sicurezzadella Polvere, ed intraprese a scrivervi sopra. Nel Cap. 1. descri-ve gì’ ingredienti di questa Polvere , che sono Scamonea , Antimo-nio , e Tartaro, ed il modo di manipolargli, ed in seguito riportavarie cure eseguite felicemente con essa in Pisa . Nel Cap. 6. ac-cenna le obiezioni, e contrarietà de’ Medici Fiorentini, e sogghigno :ut miranchm non fit , fi in Xenodochio Fiorentino , in quo , ex Se-renisi. Magni Dticis Mandato , Pulveris ttfus intromiffiis fuerat, nuncdimifiits iam sit. Circ’ a questo egli aggiugne nell’ Appendice alCap. 6. Quod fi in Xenodochio non amplius exbibetur , id fit non quiaillius ttfus perniciosa visus fuerit : minime vero ; fed quìa cutn adSerenissimi Aures perveniffent innumera lila , ac propemodum infinitaex per menta Capite Secando iam proposta , ut lila magis certa com -praebenfa, percepta , rata , acque firma fiore cogwfieret , mandatum

illud