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Tomo terzo.
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§, C. Il Nostro Grande , e tanto Famoso Spedale di S. MariaNuova, della di cui Fondazione, e dei succedivi accrescimenti , edei suoi lodevoli Regolamenti , ho trattato abbastanza nel!’ Articolodella Repubblica Fiorentina, ed in quelli dei Regni di Cosimo I.,e Francesco I., era, fecondo la condizione di tutti i Buoni Istituti,sfai decaduto dali’ antico Splendore , e vi si erano introdotti moltiAbusi, in pregiudizio dei Malati, per colpa più che altro degli Spe~dalinghi, e di altre Persone deputate al Governo di e sto. Perciòcome notai nei Regno de! Serenisi. Granduca Ferdinando I. estèndostato, per sentenza del Tribunale della Nunziatura, remosso lo Spe-dahngo Guiliccione, il Sovrano come Padre del Popolo, e Protet-tore delle Pie Largizioni e Fondazioni, prese iti considerazione questoimportantissimo a stare, ed oltre ali’ aver sovvenuto la Casta delloSpedale con un sussidio di ciré’a cinquemila scudi 1’Anno; volleben regolare 1’ Amministrazione delle Rendite, ed i! Servizio deiMalati; laonde con savissimo Motuproprio del dì 22.Dicembre 1587.deputò Soprintendente di e fio Spedale di S. Maria Nuova, e suoiAnnessi , Monsig. Gio. Batista del Milanese Vescovo di Marsi, dal qua-le doveslèro dipendere tutti gli Spedalinghi , Ministri, e Serventidi essi Spedali, ed deste tre Deputati, o Provveditori., e nel 1607.ne aggiunse un altro , ed un Visitatore degli Effetti di Campagna , enel 27. Febbraio 1608. St. com. deste per Spedalingo Moti sig. Barna-ba degli Oddi Perugino , Monaco Oiivetano .

Estinta che poi fu in Firenze la Linea de’ Portinai'!, per famorte di Folco di Pier Francesco, ultimo per Linea retta da FolcoFondatore dello Spedale di S. Maria Nuova , restava in Milano Dio-nigi d’ Odoardo Portinaia Cavaliere di S. Stefano, Discendente daPiggdlo di Folco ricco Mercante Fiorentino, che ivi si era refugia-to per le Fazioni de’ Bianchi e Neri, e fu Questore Generale del-le Rendite del Duca di Milano . e fece una bella Cappella in ono-re di S. Pier Martire, ove fu sepolto nel dì 9. Ottobre 1368. Oraesso Cavalier Dionigi, rinunziò al Granduca Cosimo IL ogni ragio-ne, che potesse avere sul!’ luspatronato dello Spedale di S. MariaNuova , in mano dell’ Auditor Sebastiano Cellesi, Deputato dal Gran-duca a ricevere tale Renunzia, sotto dì 24. Ottobre 1617. per Ro-gito di Ser Giovanni di Iacopo Baroni, e gli fu dal Granduca con-cesso 1 luspatronato della Pieve di 8. Giovanni in Petroso di Mugello,Diocesi Fiorentina, e una Commenda della Religione di S. Stefano,-di 50e. feudi di rendita . Così essi» Gran Spedale venne liberamen-te (otto il Patronato dei Sovrani di Toscana , de’quali ha noi godutosempre la lpeciale Protezione. Perciò essendo morto Monfig. Barna-Tom, III. Par. IV. G ba