Inventino ciel Rumilo. Certo che nel ijaó. {lavano nella RealGuardaroba, e ce lo assicura il Conte Lorenzo Magalotti > in unaLettera a Monsig. Leone Strozzi (a), dove trattando di un certo'Testaceo impietrito , dee : Sicuro , sicuro , che se io l' avessi intesoper un Guscio d' Osricci di quel peso, come sono veri Gusci di Peleiquegli , che sono in Guardaroba , e che mi dite adattarsi nell' Indienelle Chiese de' Cristiani a uso di Pile da Acqua Benedetta , non l'avrei deprezzato . Esse erano ùmili nella fattura alla Fig. F. dellaT. 29. del Guaìtieri, di sostanza grossissima e Marmorosa , biancadentro e fuori, con cinque larghe strie alternate per valva, di fuo-ri tutte rughe grandi , senza residui d’ embrici, ma tutte tarlate ecorrose nel Mare. Pesavano Libbre 140. l’una, ed erano lunghepollici 22. larghe 32., e colme 16. , e benché non fossero intiera-mente compagne, pure Licevano vedere che nel Testaceo intieronon deve restare un grande incavo , o fesso. Non saprei assicurarese sieno Taclobo Indorarti, descritte dal P. Giorgio Gius. Lameli .Questi due veramente Magnifici Pezzi, furono poi per Ordine di 8.M. C. fitti portare a Vienna, per collocargli nella sua GrandiosaGalleria di Cose Naturali .
La Raccolta di Testacei del Granduca doveva esser già qualchecosa di Magnifico , poiché Lorenzo Magalotti scrivendo di Parigi ildi 16. Giugno 1668. (c) a Vincenzio Vivimi, per raccomandargliMons. Auzout, che veniva in Italia, dice: Gli do lettere pe' l Sig.Cav, Molara , il quale potreste pregare più particolarmente , ad ot~tenergli la vista delle Conchiglie , delle Medaglie , e dei Cammei , chenon sogliono mostrarsi senza qualche particolar favore . Gli Occhialim'immagino che S. A. vorrà farglieli vedere nelle sue proprie Stan-ze , e sorse alla sua presenza . Intende il Magalotti dei bei Canoc-chiali che aveva, e adoprava il Granduca Ferdinando II., e checon piacere suo faceva vedere a persone intendenti, come certamen-te era l’Auzout.
§. CXXVII. Fra Ile tante rarità che il Granduca Ferdinando con-servava nella sua Galleria, deve giustamente rammentarsi una PietraBezoar Naturale, che pesava dodici Libbre, statagli portata dal Bra-sile (d), ed i seguenti pezzi » osservativi , e notati dal Monconys
nel
(a) Lettere a e. i6o.\
(b) De Conchyliis, de Mineralibus, & Fossdibus Philippinehsibus,in Tranfactionibus Philosophicis R. Societ. Fondin. A. 1707. n. 311,.§. 1. pag. 2400. n. 23.
(e) Lettere Familiari Tom. I. a c. 32.
(d) V. Phìl, Bonanni Museum Kircherianum Ciaf. 6. pag, zcg,