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de’ Piedi , come si vede tuttora neif antica Pittura sotto le Log-ge deilo Spedale di Bonifazio Lupi, e nelle graziose Lunette di Ber-nardino Poccettì, nel Cortile delio Spedale di S. Matteo di Lem mo .
Monsignor Lodovico Serristori fece fare nel 1657. da Gio. Ba-tista Pieratti il Disegno del Nuovo grande Spedale delie Donne , enelle sopraccitate Ricordanze dello Spedale, riportate al N. LXXXIV.si vede che nel dì 4. Aprile 1657. furono cominciate a gettar giùvarie Case, per far luogo ad esso Nuovo Spedale delle Donne, eper farvi davanti la Piazza; e che nel dì 17. Giugno, in presenzadel Granduca , e de’ suoi Serenisi. Fratelli, fu gettata la Pietra Fon-damentale de! medesimo Nuovo Spedale. Fralle Medaglie che furo-no poste con essi Pietra Fondamentale , mi ricordo che s Erudito eGentilifs. Cavalier’Andrea da Verrazzano, in un’adunanza della Socie-tà Colombaria in Casa sua , ci fece vedere una Medaglia di Bronzocoll’ effigie della Granduchessa Vittoria della Rovere > e f Epigrafe :Vii'lor. Mag. Dux Etr ., e nel rovescio una Perla dentro la sua Con-chiglia , col motto : Dos in Candore ; e 1 ’ Epigrafe : Funàamenta No-sommi S. Al. Novae prò Mulieribtis aperta. 1657., ed in pie vi erail nome del Bronzista: Mar. Merlinus. La fabbrica restò terminata,e ridotta usabile in tre anni, sicché nel dì x. Settembre 1659. per-la gran Festa di S. Egidio, fu mostrata per la prima volta sinica,con tutti i suoi addobbi, e nel dì 6. Maggio x 660. vi furonotrasportate le Malate. Il medesimo Monsignor Serristori fece anchecostruire il grandioso Camposanto, o Cimitero con 460. Sepolture,il quale ha sussistito fino ai nostri tempi ; ma fu mal consigliato asituarlo in mezzo agli Spedali, sicché è stato poi necessario il levar-lo affatto di tale uso, per diminuire i nidj di nocive Esalazioni .
Le Fabbriche di questi Spedali riuscirono veramente belle , ecomode, ma non salubri per i Malati, mancando della Ventilazione,e facile Espurgazione dell’ Aria, tanto necessaria agli Spedali. Il pri-mo errore fu di stabilire Spedali così grandi, e per gran trameròdi Malati, entro alla Città , e stalle abitazioni dei Sani. Il Secondo,ed anche più fatale, di costruirli circondati da Edisizj ; in modo che1 ’ Aria non vi può ricevere I’ opportuna Mutazione , sennonché perîe Finestre aperte nelP alto, verso i Tetti e Palchi , sicché la piùinfetta di putride esalazioni, e di morbosi miasmi, è costretta a sta-gnare, e sempre più viziarsi, appunto nel basso dove sono i Lettide’ Malati. Perciò tanto spesso entro alli Spedali medesimi ha ori-gine , e si inultiplica quella Malattia Pestilente , che si chiama Feb-bre di Spedale ; le Piaghe vi danno facilmente in corruzione ; e mol-te Malattie vi si aggravano. Certamente è cosa vergognosa, che
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