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Tomo terzo.
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se bastevole resistenza , non comprendiamo a dove allora suste pervoltarsi la covrente, quale facendosi alla tesin del Muro antico, te-meremmo del suo disfacimento , cominciandolo a demolire nel suo al-to estremo; e.quando si serraste la detta rottura in due anni, cre-demmo non potersi alzare meno la tura di braccia 5. per la primavolta, la quale ci farebbe una Pescaia con caduta delle medesime5. braccia e più , secondo l’altezza delle sopravenienti Piene , conrisico poi di scalzare , e rovinare detta tura, la quale quando beneresistesti, non si leverebbe affatto la Rosa delle Ripe , stante il rima-nente rigiro della Corrente. Comprendiamo in ultimo estere detto im-pedimento insuperabile nella Fabbrica della Palata , o Muro, il continuocorso dell’Acqua che di quivi necessariamente deve passare , non veden-do noi modo di potersi deviare altrove, se non con notabile spela .

Circa poi alla Steccata delle braccia 300. che 1’ Ingegnere Na-ve propone da situarsi al Pignone del Bartolotti, ci considerammole medesime difficultà già promosse nelle sopraddette Sassaie, et inoltre vi avvertimmo il gran danno , che li potrebbero arrecare lePiene con il loro trabocco , non potendo condurla nelf altezza dellealtre Sassaie. Quanto alla spesa , la crediamo maggiore di quella, chedal Nave vien proposta nella sua Relazione. Di tutti i sopranomi-nati acconcimi, vediamo dovere esser lungo il tempo della loro Ope-razione , e scorsa alquanto la stagione proporzionata per simili lavo-ri , e non avere, per quanto si è inteso , in pronto la sufficientequantità di Pali di Castagno che vi bisognano. Nulladimeno le no-stre replicate visite del Fiume d’ Arno a Varlungo , li reiterati di-scorsi , e congressi sino ad ora fatti, sopra tutti li soprannominatiacconcimi, ci sono patenti dimostrazioni di resoiutnmente affermarealle SS. LL. Illustrisi, con la presente nostra Scrittura, che non sidebba tralasciare in modo alcuno di non fare in quest’ Anno qualchesorte di riparo , per ovviare, se non altro, ai gran progressi di ma-le , che il medesimo Arno nella futura Invernata minaccia di volerstive al Piano di S. Salvi, et ali’ istessi Città, mentre non li si po-neste qualche freno , e ce ne rimettiamo in ciò alla loro sommaPrudenza . Queste son quelle considerazioni, che per adesso ci fonoparse opportune di rappresentarlieìe in Carta ; con riservo di Rag-giungere altre in voce, affinchè più tediosa non se li renda questanostra Relazione ; e qui li facciamo reverenza .

Questo dì 27. Giugno 1651.

Delle SS. LL. Illustrissime.

Devotiss. et Obbligatiss. Servitori .

Braccio Manetti .

Domenico Da zzi.

Adì