e§HC *99 I-hGZ
per quello che io con propri occhi ho visto, e ancora sentito dachi potevo credere, e 1’ errare che ci sarà, scuserete il mio pocosapere .
Per cominciare di qua, dirò come estendo la Povera Italia permolti anni addietro stata in grande Calamità , mediante le Carestieche vi furono , e romori che si sentiva di Guerre , le quali in que-sto anno 1630. si vedde più ampliare, perché essendo molte Preten-sioni fra’ Principi Cristiani, e cominciandosi a scoprire la Guerra( Si tralasciano varie notizie delle Guerre di Lombardia , comecché no-te per C Istorie ). Ora fendo per s una parte, e l’altra molti mor-ti ; sebbene di molti si diceva che morivano mediante lo stento , epatimenti , basta bene che in quello tempo sì per le Guerre, comeper i patimenti che erano in quelle parti, di Carestie, continuò unagrande Morìa , non solo per lì in Mantova , ma ancora per tuttala Lombardia , e era un Male tanto grande, che con il praticare d’uno con s altro si attaccava, sicché a poco a poco si convertì inMale Contagioso di Peste, e allargandosi in tutta la Lombardia , nemoriva per tutto quel Luogo gran quantità, come per lettere si sen-tiva , dove quasi ogni giorno era bandito qua da questi Signori del-la Sanità di quelle Città di Lombardia, come appestate, e si proibi-va il Commercio con Bandi severissimi ; e detti Illustrissimi Signoridi Sanità cercavano ogni possibile rimedio, per cercare che dettomale stesse lontano dalla nostra Città . Dove vedendo P IllustrissimoMonsignore Marzimedici nostro Arcivescovo di Firenze i detti ga-stighi , quali tutti dipendevano da i peccati degli Uomini, e comePastore che era vigilantissimo, per sovvenire al suo Gregge di ri-medi spirituali per placare 1 ’ Ira di Dio, mandò suora Editti e Let-tere per tutta la sua Diogesi , pregando con amore e carità tutti iPopoli a Lui commessi, che con affetto e divozione volessero pre-gare il.Signore per i presenti pericoli, quali erano nella Lombardia, eacciocché il Signore ci volessi conservare la nostra Città con Sanità, edette ordine che si dovessi dire tante Orazioni e Preci al Signore, perplacare 1 ’ ira sua. E ancora li Illustrissimi Signori Ufiziali di Sanitànon restavano di fare rimedi al possibile, per ovviare il detto Ma-le , con dare Ordini e Comandamenti a tutti, di tenere le Case eStrade con ogni pulitezza, facendo nettare pozzi, fogne , e ogni al-tra cosa che potesse fare danno o puzzo. Ma sapendo l’Illustrisi.Monsignor Nostro Arcivescovo, che la Causa principale perché taleMale non finiva , era mediante le sceleratezze che si vedevan negsUomini, e che molti quasi più che mai attendevano al male ope-rare; ora essendo desideroso che gli Uomini sapessero quale era la
P p 2 Cau-